Il Tirreno

Lucca

Cena slow alla Premiata Tintoria

Cena slow alla Premiata Tintoria

Stefano De Ranieri, patron del Mecenate, ha presentato sei proposte culinarie

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LUCCA. Una serata all’insegna del gusto per assaporare squisite pietanze cucinate con varietà di fagioli lucchesi salvate in extremis da una sicura estinzione. Il tutto annaffiato dalle eccellenze dei vini italiani. Il ristorante Premiata Tintoria Verciani di Mecenate di Stefano De Ranieri ha ospitato giovedì sera uno degli appuntamenti di CentoCene per Slow Wine che ha come protagonisti i cibi genuini e i vini pregiati segnalati sulla guida dedicata, alla sua quinta pubblicazione. Sei le proposte culinarie preparate con altrettante varietà di legumi locali che oggi, grazie all’impegno di esperti e con la collaborazione di alcuni contadini, sono tornati sulle nostre tavole, dove rischiavano di scomparire per sempre per abbandono delle coltivazioni, ormai destinate soltanto per uso proprio e prodotte in piccoli orti. Oggi, come per magia, diciassette varietà di fagioli lucchesi, censite da Marco Del Pistoia, ideatore di Slow Bean e membro del consiglio nazionale di Slow Food, hanno ripreso vita e i loro semi producono ogni anno discrete quantità di legumi destinati soprattutto alla piccola e media distribuzione. Tra i più prelibati il mascherino, il lupinaro, il malato, il cannellino e il giallorino, proposti durante la cena insieme al più noto fagiolo rosso della Lucchesia, indiscusso re dei legumi locali. Che, con decine di varietà italiane, sarà protagonista delle Fagioliadi, la manifestazione dedicata ai nutrienti legumi che il prossimo week concluderà l’edizione 2014 del Desco all’ex Real Collegio. Diciotto i produttori da ogni regione selezionati per una competizione culinaria, il cui vincitore sarà decretato da una giuria popolare. L’evento si svolge in collaborazione con Slow Food Lucca, Compitese e Orti lucchesi guidata da David Pieroni che a Lucca conta circa trecento iscritti. Nata nel 1986 da un’idea dello scrittore Carlo Petrini per difendere e promuovere la genuinità dei cibi e diffondere la cultura gastronomica, l’associazione oggi raggiunge 150 Paesi del mondo con milioni di adesioni. Alle pietanze proposte durante l’incontro conviviale erano abbinati sei tra i più apprezzati vini italiani segnalati sulla guida Slow Wine 2015 presentata al pubblico per l’occasione. A condurre la degustazione Fabio Pracchia, redattore della guida che, insieme ad alcuni colleghi ha curato nei minimi dettagli, visitando personalmente le aziende e “toccando con mano” i loro prodotti. (r.l.)

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