Sicurezza
Officine ex Lazzi, si farà la bonifica
L’azienda ha presentato un progetto, entro fine anno l’ok del Comune di Lucca. Ancora incognite su chi si assumerà i costi
LUCCA. Si farà la bonifica dell’area ex Lazzi su viale Catalani a Sant’Anna. L’azienda di trasporto ha presentato, a fine estate, un piano operativo al Comune che prevede di dare l’ok definitivo entro la fine dell’anno.
Una svolta in una vicenda annosa, giocata sia sul terreno, con continue analisi della terra e della falda, che nelle aule di giustizia. Proprio da una di quest’ultime, la scorsa estate era arrivata una decisione definitiva: quella del Consiglio di Stato che rigettava il ricorso della Lazzi contro l’ordinanza della Provincia che la individuava come responsabile dell’inquinamento - fra l’altro - da idrocarburi e solventi. Alla fine, dunque, alla società non è rimasto che preparare un piano di caratterizzazione propedeutico alla bonifica vera e propria: un passo che l’ordinanza della provincia prevedeva fin dalla primavera del 2013 ma che era stato rinviato anche a seguito dei ricorsi amministrativi presentati.
Negli ultimi mesi si sono susseguite più riunioni della conferenza dei servizi convocata dal Comune, che è stata chiusa pochi giorni fa. Provincia e Arpat hanno chiesto alla Lazzi alcune integrazioni al documento, ma si tratta di aspetti marginali che dovranno essere chiariti entro 15 giorni. Poi, come detto il via libera definitivo che, probabilmente, arriverà fra Natale e l’ultimo dell’anno.
Da lì in poi partirà l’operazione di caratterizzazione (cioè un’analisi approfondita dello stato di terreno e falda) e di bonifica. E ci sarà da capire se Lazzi farà fronte - come le è stato chiesto (e imposto) a più riprese dagli enti - alle spese che si prevedono ingenti, almeno di tre milioni di euro.
Ragionando per ipotesi, se così sarà al termine dei lavori il bene tornerà nella piena disponibilità della “Guinigi Costruzioni”, la società che l’aveva acquistato con l’intenzione di costruirvi un importante complesso commerciale e residenziale. Un progetto che - ovviamente - è andato abortito, con un contenzioso legale fra Guinigi e Lazzi e con il Comune che ha restituito alla prima gli oneri di urbanizzazione che aveva versati.
Se invece Lazzi (che non vive un buon periodo finanziario) non ce la facesse a far fronte alle spese, la situazione si complicherebbe ulteriormente. A quel punto, infatti, il Comune potrebbe subentrare nella bonifica, pagando di tasca propria. Successivamente, potrebbe rivalersi sul bene, di fatto “incamerandolo” fino a rientrare dalle spese.
Prospettive che al momento sono ancora abbastanza lontane. Quello che più interessa ai cittadini (tanti) della zona è che il grande scheletro che per decine di anni ha ospitato i mezzi di linea della società fiorentina venga “ripulito”.
A far luce sull’inquinamento presente è stata soprattutto una relazione preparata dalla polizia provinciale, secondo la quale «l’inquinamento dell’area è da imputare all’attività di autofficina e a quella correlata all’uso di prodotti petroliferi per autotrazione, di sostanze lubrificanti, nonché all’attività di autoriparazione e sgrassaggio di componenti con solventi». La polizia provinciale ricostruisce che negli anni di attività della Lazzi (dal 1940 al 29 dicembre 2003) nell’area sono state presenti due cisterne di gasolio: cisterne che si sarebbero anche forate, visto nel 1997 la Lazzi dovette precedere a una riparazione. Inoltre sono state usate delle sostanze (solventi e lubrificanti) che sarebbero finite direttamente nel terreno».
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