L'arancio più prolifico? Sotto la Torre Guinigi
Lucca: alto oltre 12 metri, garantisce ogni anno quintali di frutti raccolti e distribuiti da due barbieri
LUCCA. Ogni anno produce spontaneamente quintali di arance dolcissime e succose che vanno ad arricchire le dispense di molti cittadini. Eppure nessuno se ne cura, se non al termine della maturazione dei frutti che risultano di qualità eccellente e molto più gustosi di quelli acquistati nei negozi e sui banchi del supermercato e decisamente assai più genuini.
Una pianta enorme, alta oltre dodici metri, ben visibile dalla strada, dove fuoriesce dall’alto muro del giardino nel quale chissà come e quando è nata. A due passi dalla Torre Guinigi.
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«Sicuramente oltre mezzo secolo fa» dice Luciano Lazzareschi che con il collega Ernesto Bianchi gestisce il negozio di parrucchieri per uomo in via Mordini da quarantacinque anni e dichiara di averla sempre notata. L’arancio campeggia all’interno di un giardino privato, da anni adibito a parcheggio a pagamento, il cui accesso è in via delle Chiavi d’Oro che ogni giorno ospita anche le vetture dei due barbieri. Una forza e una resistenza al tempo e alle intemperie incredibili per una pianta che mai ha subito trattamenti e ad ogni stagione si ripresenta stracarica di frutti sani e succulenti.
Per di più in una zona generalmente non indicata per la produzione di frutta come un centro storico di una città con un clima prevalentemente umido e mite e in una posizione non sempre soleggiata. Neppure il gelo polare dell’inverno del 1985 riuscì a sconfiggere l’arancio che, benché totalmente bruciato dalle basse temperature, l’anno successivo riprese a fiorire tra lo stupore degli abitanti.
Ormai adottato da Ernesto e Luciano che ogni anno, prima di Natale provvedono al recupero delle arance di una particolare varietà rosata che poi distribuiscono ad amici e vicini.
Lunedì 8 dicembre sarà giorno di raccolta e per i due barbieri ci sarà un gran daffare per sistemare in sacchetti e cassette queste prelibatezze, molto apprezzate soprattutto in questo periodo per contrastare influenze e mal di gola. I destinatari ne saranno felici, anche perché ormai si tratta di un giorno di festa in cui la gioia per la raccolta compensa ampiamente la fatica dei parrucchieri, ognuno dei quali ha un ruolo ben preciso.
«Sopra l’albero ci sta Ernesto, io paro il sacco» dice Luciano che poi aiuterà l’amico a dividere i frutti nei contenitori, prima di fare l’elenco degli assegnatari. Che quest’anno, visto l’enorme carico, saranno molti di più.
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