La manifestazione
Ucciso da un morbo raro simile alla “mucca pazza”
Pensionato della Piana muore per la Creutzfeldt-Jakob, ma la carne non c’entra Il primario: «Purtroppo non ci sono cure». Un caso ogni mezzo milione di persone
LUCCA. «Aspettiamo l’esito delle analisi, ma siamo sicuri al 95% si tratti del morbo di Creutzfeldt-Jakob». Il professor Ubaldo Bonuccelli, primario di Neurologia dell’ospedale di Cisanello, ha gestito le ultime fasi del decorso ospedaliero del 66enne, pensionato, residente nella Piana lucchese, deceduto martedì a Cisanello.
Il morbo di Creutzfeldt-Jacob (encefalopatia spongiforme) nella sua forma sporadica è una patologia rarissima che colpisce una persona ogni mezzo milione e spesso viene associato, per similitudine di sintomi, anche se con origine diversa, alla “mucca pazza”. «In Italia ci saranno 100-120 casi all’anno – spiega il professor Bonuccelli –. L’ultimo episodio a Cisanello risale al 2012». Il richiamo alla “mucca pazza” deriva dal fatto che il morbo Creutzfeldt-Jacob non si distingue dalla malattia di origine animale innescata dall’ingestione di carne bovina, se non attraverso una particolare biopsia cerebrale che può essere effettuata solo post mortem. Nel caso in questione il paziente sarebbe stato affetto dal morbo che provoca una demenza rapida, una forma rara che non ha niente a che vedere con il consumo di carne di mucca infetta.
Il paziente si era presentato una prima volta in neurologia a Cisanello a metà ottobre. I primi sospetti c’erano tutti, anche se l’équipe sanitaria diretta dal professor Bonuccelli aveva prescritto una serie di esami più dettagliati. I sintomi erano quelli dell’Alzheimer, ma con una degenerazione neurologica repentina. «Il signore è tornato a metà novembre con le sue gambe come si dice in gergo – prosegue il primario –. Anche se da allora la situazione è andata sempre più peggiorando, dal coma al decesso. Quando era ancora in vita abbiamo prelevato e inviato a Milano il liquor cerebrospinale e ancora attendiamo l’esito. Ma da quello che abbiamo potuto diagnosticare con risonanze ed esami elettroencefalografici per noi al 95% si tratta del morbo di Creutzfeldt-Jacob. È una sorta di demenza rapida che nel giro di due, tre mesi porta alla morte. Ad oggi non esistono cure per sconfiggerla». Il corpo è stato inviato ieri mattina al reparto di anatomia patologica dell'ospedale di Siena per l’autopsia, mentre a Milano oltre al liquor prelevato dal midollo di solito viene inviato anche un campione cerebrale.
Pietro Barghigiani
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