Attenzione
Palmeri condannato per furto d’auto
Lucca: l’ex capo dei Bulldog era accusato di aver rubato un mezzo d’epoca di un preside per usarne i pezzi di ricambio
LUCCA. Andrea Palmeri, già capo dei Bulldog, non ha potuto sentire con le proprie orecchie la condanna pronunciata ieri nei suoi confronti dal giudice monocratico Polidori in un’aula del Tribunale di Firenze. L’ultima volta che si sono avute sue notizie, infatti, Palmeri risultava impegnato nei combattimenti tra l’esercito ucraino e le milizie filorusse nella regione del Donbass. Era la fine di settembre e Palmeri figurava nelle milizie mercenarie che combattono per l’annessione di quella parte di Ucraina alla Russia.
Dunque c’è da credere che Palmeri si curerà ben poco della condanna a due anni e quattro mesi che il giudice gli ha inflitto per un semplice furto d’auto. I fatti risalgono al 2007 e l’auto era un Maggiolone Volkswagen storico del professor Erminio Serniotti, ora preside dell’Istituto tecnico industriale Buzzi. Secondo quanto ricostruito in aula, Palmeri, insieme all’amico e complice Francesco Levanovich, partì da Lucca per andare a Campi Bisenzio, dove i due rubarono il Maggiolone, in quel momento in uso al figlio di Serniotti. Gli serviva, si è scoperto successivamente, per prelevare pezzi di ricambio da installare su un’auto dello stesso modello che poi Palmeri avrebbe regalato alla sua fidanzata. Non poteva sapere, l’ultras lucchese, che proprio in quei giorni il suo telefono cellulare era sotto controllo nell’ambito dell’inchiesta sui misfatti dei Bulldog, per i quali Palmeri sarà poi condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione (sta aspettando il giudizio della Cassazione). In particolare un paio di aggressioni nel 2004 e nel 2007, ma si renderà protagonista di altri episodi di violenza anche in epoca successiva. Nel corso del processo è emerso che Serniotti era stato preside dell’Istituto professionale Giorgi a Lucca, ma è stata considerata una semplice coincidenza. Palmeri, che ha fatto perdere le sue tracce già dal mese di giugno ed era difeso da Alberta Cagnacci, è stato dunque condannato a due anni e quattro mesi, mentre il complice Francesco Levanovich a due anni e sei mesi. Il preside Serniotti si era costituito parte civile con l’avvocato Stefano Camerini e riceverà un risarcimento di 8.000 euro. A questo punto, forse in rubli. (p.n.)
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