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Ondulati Giusti, il futuro in 2 mesi

di Luca Tronchetti
Ondulati Giusti, il futuro in 2 mesi

Concordato con riserva per l’azienda di Altopascio: senza un piano documentato il tribunale fallimentare staccherà la spina

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LUCCA. Un preconcordato a tempo per gli Ondulati Giusti di Altopascio e la controllata Cartonificio Fiorentino di Sesto Fiorentino. Con riserva o in «bianco» che dir si voglia. E 60 giorni di tempo concessi all’azienda intenzionata in futuro a rilevare l’attività (la Pro Gest) per presentare un piano documentato o una proposta sostenibile con tanto di numeri e cifre alla mano che consenta ai commissari giudiziari e al giudice delegato di capire se è possibile andare avanti e salvare l’attività economica e occupazionale. Il destino di 293 lavoratori (192 dipendenti degli Ondulati e 101 del Cf spa) si consumerà il 2 febbraio 2015. E prima del d-day per l’ex azienda leader in Italia della produzione di cartone ondulato è previsto un step ad inizio gennaio con la relazione completa della gestione finanziaria dell’impresa e l’indicazione degli atti di ordinaria amministrazione compiuti e di quelli di straordinaria amministrazione posti in essere in seguito all’autorizzazione del tribunale. Tutto sotto stretto controllo del giudice delegato Giacomo Lucente. Eventuali violazioni non sono ammesse: pena la dichiarazione di inammissibilità del concordato preventivo. Ergo: la sentenza di fallimento. Per questo motivo il tribunale (presidente Giulio Giuntoli, giudici Carmine Capozzi e Giacomo Lucente) nomina due commissari giudiziari: la commercialista Paola Del Prete per gli Ondulati Giusti e il dottor Renzo Regoli per il Cartonificio Fiorentino

Istanze fallimentari. Pesano come un macigno due istante fallimentari presentate al tribunale (dalla International Paper Company per 8,8 milioni e dalla Mondialcarta spa, 2,3 milioni) e un pignoramento del credito presso terzi (dal fornitore Toscopaper spa per 445mila euro). Cifre importanti sullo sfondo di una situazione diventata insostenibile da settembre ad oggi con ricevute bancarie per 6,3 milioni. Il bubbone scoppia con la cessione del 98% delle azioni degli Ondulati dal vecchio Cda (Sandro e Vasco Gallotti e Roberto Ferrari) alla Fiera srl di Prato che nomina il nuovo Cda (presidente Alessandro Antonio Giusti, consiglieri Giulia Massari e Roberto Ciardi). Siamo ad ottobre e l’azienda inizia a funzionare ad intermittenza con problemi per clienti e fornitori. Con il deficit di bilancio, la sospensione di affidamenti e forniture e il blocco della produzione vengono meno i presupposti per la continuità aziendale. A questo per salvaguardare gli assets aziendale e i posti di lavoro il 6 ottobre si tenta la carta dell’affitto d’azienda alla Pro-Gest che ingloba i 293 dipendenti.

Discordanze nei bilanci. Il nuovo Cda scopre discordanze tra i bilanci del 30 giugno 2014 e il 31 dicembre 2013. Vengono segnalate rettifiche per 115 milioni che azzerano il patrimonio netto stimato in 52,5 milioni e portano un deficit di 66,6 milioni. Il Gruppo Pro Gest di Treviso fa la sua offerta: 4 (o anche meno) anni d’affitto d’azienda con una successiva proposta d’acquisto. Ma quando in Regione, alla presenza di istituzioni e sindacati, viene chiesto di esporre un progetto di rilancio nessuna risposta.

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