Parducci (Aml) : «Organizziamo un festival internazionale»
LUCCA. Lucca ha tutto per essere la città della musica. Al di là del riconoscimento dell'Unesco. E' il pensiero di Marcello Parducci, presidente della storica Associazione Musicale Lucchese. «La...
LUCCA. Lucca ha tutto per essere la città della musica. Al di là del riconoscimento dell'Unesco. E' il pensiero di Marcello Parducci, presidente della storica Associazione Musicale Lucchese.
«La bocciatura da parte dell'Unesco della candidatura di Lucca a “città della musica” è stata una forte delusione dovuta anche alle aspettative che si erano create nella città soprattutto dopo il consiglio mondiale del club che si era svolto a Lucca nel marzo del 2013, ma ritengo che non sia opportuno farne un dramma e andare alla ricerca dell’eventuale colpevole, piuttosto è necessaria una seria ed approfondita riflessione per capire bene i motivi dell'esclusine e soprattutto come occasione per valorizzare il nostro vasto ed unico patrimonio musicale.
Quante città al mondo possono vantare di avere dato i natali a grandi musicisti e grandissimi compositori famosi in tutto il mondo?
«Sarebbe importante – dice il presidente – pensare a dare vita ad un festival internazionale di musica lirica di alto livello che porti in alto il nome di Puccini e della città».
Se da una parte sarà utile conoscere le motivazioni per le quali l’Unesco ha accolto le candidature di Hamamatsu, Hannover e Mannheim, secondo Parducci «è fondamentale rimettersi al lavoro intorno ad un progetto che promuova Puccini e gli altri grandi e portare la nostra città anche ad ottenere l’ambito riconoscimento nel 2016».
Nel formulario che le città candidate hanno inviato all'Unesco si richiedeva tra i punti determinanti “la presenza e lo sviluppo in futuro nella città di centri riconosciuti di creazione e promozione di attività in uno o più settori creativi della musica”. Sotto questo profilo Lucca non è ancora ritenuta all’altezza.
Caustico il saggista Nannipieri. Caustico il saggista Luca Nannipieri.
«Chi ragiona con la propria testa, sa bene che l'Unesco non è una cosa seria – esordisce Nannipieri –. Detto questo, Lucca non aveva speranze perché, con impareggiabile autolesionismo, riesce a decimare un giacimento musicale senza pari, comportandosi come una città del Nord Africa, non del Nord Europa. Pretendere che ci sia una sede universale come l'Unesco che stabilisce quali sono i patrimoni dell'umanità è una cosa che dal punto di vista storico-scientifico può fare solo ridere. Parlarne è perdita di tempo».
Resta il fatto che Lucca «come una città del Nord Africa o del Medio Oriente non mette a frutto, anzi dilapida, il patrimonio storico.
«Con meritevole franchezza lo ha ammesso anche il senatore Andrea Marcucci, in una recente intervista al Tirrenol, quando ha detto di trovarsi in difficoltà a spiegare al resto d'Italia come mai ad occuparsi di Giacomo Puccini ci siano, nella stessa provincia, due distinte fondazioni, un centro studi, varie associazioni e diversi teatri e musei, che deprimono forze, energie, progettualità, invece di incanalarle in un'unica struttura concertata. Però lo deve spiegare anche al sindaco, che è del suo partito, e che finora di Puccini si è limitato ad ascoltare le melodie in teatro al Puccini Days.
« Il progetto Lu.Ci.Da Palace (Lucca città d'arte, Città di Musica, Città di Leggenda), promosso da Marco Banti, che prevede un'importante struttura appena fuori dal centro storico, dedicata a tutte le arti performative, in grado di fornire permanentemente supporto ad ogni tipo di attività artistico-musicale, in chiave produttiva, basandosi su capitali privati, è rimasto finora sulla carta, e il vorrei ma non posso del sindaco Tambellini ad avviare concretamente l'operazione dimostra che alla giunta interessa mantenere la placida situazione attuale, dove Lucca non è né vincitrice né vinta. Esattamente come la città di El Jem in Tunisia: ospita le più grandi e straordinarie rovine romane dell'Africa, ma non sa bene cosa farci.
«Lucca vuole diventare una città Unesco, una città europea, ma poi si comporta come una città nordafricana. Anche Matera fino a tre anni fa era una città che non sapeva capitalizzare il suo patrimonio. Poi, gradualmente, hanno cambiato passo e adesso i sassi di Matera sono pubblicizzati ovunque, in maniera martellante, con iniziative di richiamo, rassegne, percorsi, manifestazioni, e difatti la città si è aggiudicato il titolo di capitale europea della cultura 2019. Lucca, se continua ad essere nord africana, non sarà mai minimamente nominabile come capitale della cultura o della musica».(n.n.)
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