Sicurezza
Cantiere, tutto rinviato di altri due mesi
Riunione con gli enti: il punto centrale è il passaggio al Comune. Baccelli: soldi fino al 28 febbraio
LUCCA. L’appuntamento è fra due mesi, di nuovo al Cantiere Giovani di via del Brennero, ma questa volta, con in mano un’ipotesi di soluzione concreta ed efficace. È questo il tempo massimo che i frequentatori della struttura sono riusciti a strappare ai rappresentanti delle istituzioni, nel corso della conferenza di ieri, indetta dagli stessi ragazzi per ottenere chiarimenti sulle sorti del centro studi.
«Le vostre preoccupazioni in merito sono fondate – dichiara Stefano Baccelli, presidente della Provincia che, fino ad oggi, ha impiegato impegno e denaro per mandare avanti l’attività – perché con la legge Delrio e la riduzione delle risorse e delle competenze delle nuove Province, probabilmente non potremo più svolgere il ruolo assunto fino ad ora». «Una storia di successo» tiene comunque a definire questa esperienza di cogestione con l’associazione Onlus, Ceis, che va avanti ormai dal 2011, pur finendo per costare agli organi competenti circa 120-130mila euro annui. Una spesa che, attualmente il Comune, pur vedendo la necessità di un passaggio di testimone, rischia di non potersi accollare.
«Qualora il sindaco e i suoi assessori, riterranno di non poter trovare la soluzione ai problemi espressi e di non riuscire ad accogliere questa eredità, ragioneremo su strade alternative, come la richiesta di un aiuto economico dalla Regione o dalle fondazioni bancarie – tiene a precisare immediatamente Baccelli per rassicurare i presenti – È un dogma, un imperativo categorico che il centro non chiuda».
Ma loro, i ragazzi, incalzano. Cercano risposte e le vorrebbero subito. Non possono nemmeno immaginare l’impatto che la “sconfitta” del Cantiere, potrebbe avere sulle loro vite quotidiane, dal punto di vista scolastico e sociale. Qualcuno avanza delle proposte, qualche altro racconta commosso quello che, uno spazio tanto aggregante e positivo, ha significato per lui. «È importante per il territorio tenere viva un’attività di questo tipo – dichiara anche l’assessore comunale alle politiche giovanili Ilaria Vietina –. Quando abbiamo cominciato a discuterne, lo abbiamo fatto senza perdere d’occhio questo punto fermo, ma non abbiamo mai negato le difficoltà a mantenere l’edificio nelle forme e nelle modalità odierne. La questione non è stata e non sarà trascurata, ma attualmente non so ancora dirvi come arriveremo ad un’ idea definitiva».
Non sembra possibile, un impegno tanto oneroso per la nostra amministrazione che impiegherebbe già 63.000 euro per le politiche giovanili in atto. Alla luce degli oltre 1160 utenti iscritti nelle liste del Cantiere, molti dei quali residenti addirittura fuori dal Comune di Lucca, l’auspicio sembra però essere unanime: quello di una collaborazione stretta e solidale fra più enti. «I dati raccontano di una struttura sfruttata dagli studenti di tutto il territorio. Alcuni vengono addirittura da altre città. – prosegue l’assessore – Per questo è stato affrontato il discorso anche durante la conferenza dei sindaci». A prendere la parola, è poi Marco Remaschi, consigliere regionale della Provincia. «Sono orgoglioso di quello che è stato fatto qui, è un patrimonio che non può essere disperso. Siamo in questa sala per un motivo, rappresentiamo delle istituzioni: dobbiamo smettere di parlare e passare ai fatti. – afferma rivolto ai colleghi – Ci sono delle responsabilità. Dobbiamo assumerci il compito di tornare fra due mesi, sedendoci a questo stesso tavolo con in mano qualcosa di più. Al momento, non so nemmeno io quale potrà essere la giusta direzione, ma ognuno di noi, in questo lasso di tempo, dovrà muoversi per avanzare delle proposte. Personalmente, parlerò con l’assessore Stefania Saccardi e con gli altri soggetti competenti per trovare, in qualità di Regione, almeno una parte dei fondi necessari per mantenere in piedi la struttura». Di fronte alla richiesta, da parte dei ragazzi, di firmare un foglio di sottoscrizione dell’impegno i rappresentanti delle istituzioni, rifiutano. «Non ci piacciono queste cose, ma vi diamo la nostra parola» rispondono. Intanto, fino al 28 febbraio, assicura Baccelli, ci saranno le risorse economiche per tenere aperte le porte del Cantiere.
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