Sicurezza
Via Ferraris tutta buche Ciclabile spesso allagata
LUCCA. La nostra inchiesta sulle pessime condizioni delle strade è stata colta con soddisfazione dagli abitanti di S. Anna. «Siamo anziani e poco pratica a mandare le segnalazioni con internet ma...
LUCCA. La nostra inchiesta sulle pessime condizioni delle strade è stata colta con soddisfazione dagli abitanti di S. Anna. «Siamo anziani e poco pratica a mandare le segnalazioni con internet ma vogliamo comunque cogliere l'occasione di questi spazi concessi da Il Tirreno visto che gli uffici preposti non danno alcun seguito alle nostre rimostranze».
Paola, insegnante in pensione, fa l'esempio di via Ferraris: «Le piogge sono micidiali per l'asfalto di questa strada: in alcuni punti non viene fatta la pulizia dei fori di scolo sotto ai marciapiedi con la creazione di veri e propri laghi, che perdurano anche un paio di giorni dopo quelli delle piogge. Chi si trova nel vicino marciapiede ha il bagno assicurato».
La situazione di via Ferraris è singolare: fino al 1977 era una traversa di viale Puccini senza alcuna uscita, con ai lati ville delle famiglie benestanti del quartiere. Con l'apertura verso l'altra arteria stradale verso sud, ovvero via Pisana e l'aumento del traffico, via Ferraris è diventata una scorciatoia per passare da una strada principale all'altra. Quando si creano crepe sul manto stradale, i manutentori arrivano a tamponare le falle che ricompaiono alla successiva scarica di piogge. L'accusa fatta a questi interventi riguarda il materiale usato ovvero una serie di briciole di asfalto, cosiddetto “ecologico”, che si sgretola alle prime sollecitazioni e alle prime penetrazioni dell'acqua.
Interessante anche la segnalazione di Lucia Rosa, che ogni mattina frequenta la pista ciclabile di viale Puccini. Laddove ci devono essere buche, ovvero quelle utili allo scorrimento dell'acqua piovana, queste sono invece ben chiuse. Il dissesto della pista ciclabile ormai non fa più notizia, ma aumentano le preoccupazioni per i periodi di pioggia: le inferriate e i fori lungo i marciapiedi dedicati allo scolo dell'acqua piovana sono coperte di terra e di foglie cadute dagli alberi. Logica conseguenza dover camminare a piedi o trovare le ruote della propria bicicletta in un lago di acqua piovana. C'è poi un punto, di fronte a via Mancini e via Amendola, in cui è evidente l'errore di costruzione della pista ciclabile. Ci sono buche e sassolini che rischiano di far perdere l'equilibrio alle biciclette e le inferriate per lo scolo non sono proprio state realizzate. Situazione simile dalla parte opposta di viale Puccini. La carreggiata costruita a schiena d'asino porta l'acqua ai bordi della strada, ma di fronte all'ufficio postale mancano le vie per il deflusso dell'acqua piovana.
Michele Citarella
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