Proteste
Un museo nell’ex casa di Giorgio Mendella
Lucca: chiesto al Demanio il trasferimento dell’abitazione che si trova sotto la Rocca estense di Fosciandora
LUCCA. Quando Giorgio Mendella arrivò in Valle del Serchio aveva meno di trent’anni, una parlantina che stordiva e una valigia piena di sogni, pentole e mobili da vendere in televisione. Era il 1982 quando il futuro fondatore di Retemia acquistò casa a Ceserana, frazione di Fosciandora, comune dove prese la residenza. Dopo trentadue anni, il crac finanziario, le inchieste e la prigione, il Comune guidato dal sindaco Moreno Lunardi vuole entrare in possesso di quei quattro vani, ora in mano al demanio statale. Il motivo? Farci un museo sulla storia della vicinissima rocca estense, oppure una biblioteca. A patto di trovare i soldi per risistemare la struttura.
Storia tutta da raccontare, quella dell’immobile in via del Legnetto. Oggi, le condizioni della casa in cui abitò il telefinanziere, dichiarano il suo stato di abbandono. All'interno dell'antico borgo, è ben riconoscibile soprattutto per la presenza di transenne con il logo di una ditta edile locale. A prima vista i segni del tempo e dell'incuria non parrebbero implacabili ma salendo sul muraglione sul quale si trovano l’antica rocca e la chiesa di Sant’Andrea si può notare che il tetto ha risentito fortemente l'abbandono.
Quando Mendella l’acquistò aveva da poco iniziato le prime vendite davanti alle telecamere di Tele Elefante della famiglia Marcucci, che aveva sede al Ciocco. Il materiale da vendere era in un magazzino di Calabaia, poco distante. E la scelta della casa a Ceserana indica la voglia di una sorta di “casa e bottega”. Una situazione che va avanti fino al 1987, quando Mendella decide il grande salto: rileva Tele Elefante (e soprattutto i suoi ripetitori), dà vita a Retemia e si sposta su Lucca e su Viareggio, dove acquista casa. Intanto a Fosciandora non si fa più vedere, almeno fino al 1990, quando sposa (in Comune) la 23enne polacca Marzena Dorota Karczewska. L’anno dopo l’inizio della fine, con l’inchiesta della procura di Lucca. La casa di Ceserana finisce al ministero del Tesoro, in virtù di tasse non pagate da Mendella. Che, nel frattempo, viene cancellato dai residenti di Fosciandora per non aver risposto al censimento 1991.
Per oltre vent’anni la casa rimane abbandonata. Non molto alta, tozza, ma con un'architettura che si distingue dalle altre: le mensole che sorreggono il terrazzo sopra l'entrata principale, hanno scolpite delle stelle a cinque punte. La ringhiera del balcone, in ferro battuto, si può definire ricercata e raffinata. Qualche anno fa, l’amministrazione comunale comincia a muoversi. «Ma è stato molto complicato - racconta il sindaco Lunardi - anche solo capire di chi fosse ora quell’abitazione».
Alla fine si viene a sapere che appartiene allo Stato e che, inoltre, il Demanio ha dato il via all’operazione di trasferimento di molti suoi beni agli enti locali.
«A qual punto - continua il primo cittadino - abbiamo inoltrato la domanda». Il Demanio, come si può leggere anche nei report pubblicati sull’operazione-trasferimento, ha dato l’ok.
«Ma al momento - spiega Lunardi - ho stoppato la procedura, in attesa di avere una certezza sui finanziamenti. Servono infatti 40-50mila euro per rifare il tetto, soldi che per adesso non abbiamo. E poi dobbiamo allestire la struttura: abbiamo pensato a una biblioteca, oppure un piccolo museo collegato alla Rocca di Ceserana».
Massima attenzione, dunque, ai bandi per finanziamenti che permettano di procedere con il progetto. Che sarebbe un modo anche per ridar vita a una frazione che ha subito la sorte di molti altri borghi di questa zona: seconde case, buona presenza d’estate e spopolamento durante tutti gli altri mesi dell’anno.
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