Sicurezza
Olio a picco, in crisi i piccoli proprietari
Le difficoltà viste dal frantoio di Tempagnano: «Il crollo si avverte, ma la qualità è davvero ottima»
VALLE DEL SERCHIO. Se la vendemmia, nonostante i problemi climatici, si è salvata attestandosi su livelli tutto sommato soddisfacenti, la raccolta delle olive in Valle del Serchio (come nel resto della provincia) ha subito un tracollo senza precedenti. La “resa” è crollata attestandosi ad una media del 7% di olio prodotto rispetto alla quantità di frutti raccolti, ma soprattutto la stessa raccolta si è praticamente assottigliata ad un quarto della stagione passata. Le colpe, a detta di tutti i proprietari di oliveti e gli addetti del settore, sono da ricercarsi nel clima pazzo dell’estate e soprattutto nella “mosca”, come viene chiamato il parassita che ha attaccato le olive nel momento dello sviluppo.
La bactrocera oleae, questo il nome scientifico dell’insetto, ha fatto una strage nella zona tra Valdottavo e la Val Pedogna, a Fiattone e dintorni, dove si trovano molti terreni adattati ad oliveti che negli scorsi anni, sono riusciti a fornire quantità di qualità di olio di rilievo. Di conseguenza, il prezzo del prodotto è aumentato, mentre molte famiglie che producevano in proprio per autoconsumo, hanno dovuto ricorrere ad altre fonti. Naturalmente, anche per i frantoi privati, piccoli e grandi della zona, il lavoro è crollato. A confermarlo è Roberto Andreuccetti, una istituzione da queste parti, che dopo essere stato l’anima dell’associazione “La valle dell’olio”, dal 2012 è presidente dell’omonima cooperativa sociale che gestisce il frantoio di Tempagnano, di proprietà dell’Unione dei Comuni della Mediavalle: «L’anno scorso eravamo costretti a svolgere anche turni di notte per accontentare tutti, quest’anno lavoriamo su appuntamento. Ma non demordiamo, perché quel poco di olio prodotto è di ottima qualità come sempre. Del resto, questa è la Valle dell’Olio, e a noi si rivolgono privati e aziende agricole da tutta la provincia, anche se naturalmente lo zoccolo duro arriva dalla Mediavalle. A regime, abbiamo 8 persone che gestiscono tutto il ciclo di produzione, diamo quindi anche occasioni di lavoro nel settore primario».
La struttura all’ingresso di Tempagnano, in località Frantoio, è un fiore all’occhiello. Dotata di attrezzature costosissime, completamente meccanizzata e gestita con efficienza, da quando è stata presa in gestione dalla cooperativa locale ha compiuto un salto di qualità: «Il crollo della clientela si avverte – afferma Gianmarco Andreuccetti, figlio di Roberto -, lo zoccolo duro formato dai proprietari di grandi estensioni resta sempre, ma coloro che hanno piccoli appezzamenti hanno raccolto poco o nulla. Comunque, dal 2012 i costi per la frangitura sono rimasti invariati». La cooperativa sociale “La valle dell’olio” annovera attualmente 205 soci da Castelnuovo a Camaiore, ma nonostante la “concorrenza” di altri frantoi storici come quello di Marlia e del Compitese, riesce a ritagliarsi uno spazio importante.
Nicola Bellanova
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