Sicurezza
Inediti di Puccini, nuovi concerti
Si svolgeranno nell’estate del 2015. Il piano del Maestro torna al museo
LUCCA. «Obiettivo centrato: la tre giorni di eventi intorno al 90º anniversario dalla morte di Puccini ha affermato Lucca come centro di eventi importanti legati al Maestro». Mentre lo Steinway& Sons di Puccini è tornato nella sua collocazione di sempre (al museo in corte San Lorenzo, spese di trasporto per trasferimento al Giglio e ritorno circa 3mila euro), il direttore generale del teatro Manrico Ferrucci traccia un bilancio dei primi Puccini Days, il cui evento principe è stata, il 29 novembre, l’esecuzione dei due inediti del Maestro: il teatro era esaurito. «Risentiremo gli inediti a breve - annuncia Ferrucci -, probabilmente in estate, in occasione di eventi che stiamo programmando, anche se il Centro Studi dovrà lavorarci ancora».
C’era apprensione per il trasferimento e l’utilizzo del piano del Maestro, da lui acquistato nel 1910. Dopo il restauro, eseguito anni fa dalla Fondazione Puccini, non era mai più stato suonato. La sua presenza al Giglio per l’edizione “zero” dei Puccini Days è stata un nuovo debutto. Andato bene, nonostante le preoccupazioni. Non a caso sul palco - sia per il concerto di Aldo Ciccolini il 28 novembre, del pianista Simone Soldati il 29, del pianista Ramin Bahrami il 30 - gli era stato affiancato lo Steinway bianco gran coda. Ma il piano del Maestro ha dato il meglio «senza mostrare cadute di suono», dice Ferrucci.
Sulla scorta dell’esperienza appena conclusa anche il piano, con le dovute cautele, potrà essere riutilizzato per alcuni eventi di spessore.
Nel futuro il teatro ha molti progetti su Puccini. «Ci sono molte nuove idee e invenzioni - anticipa Ferrucci -, nuovi progetti legati alla vocalità, eventi più adatti a un pubblico vasto». Intanto, si comincia a pensare anche al festival - Puccini Days, appunto - edizione 2015. Per l’anno prossimo Ferrucci conferma la volontà del Giglio di procedere in tandem con la Fondazione Festival Pucciniano di Torre del lago. «Il Pucciniano è un interlocutore - conclude - ma anche noi siamo sulla strada giusta». (b.a.)
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