Trasporti
«Sequestrato, picchiato e rapinato»
Giovane di Altopascio denuncia tre immigrati di averlo minacciato con il machete per poi derubarlo
LUCCA. Sequestrato da tre immigrati che lo costringono a salire su una macchina, lo prendono a pugni, lo minacciano e lo colpiscono dalla parte del manico con un machete per poi costringerlo a consegnare i soldi che tiene nel portafogli, il braccialetto d'oro, il cellulare e un orologio da polso.
Questo il drammatico racconto che un giovane di 25 anni - residente ad Altopascio e con piccoli precedenti in materia di stupefacenti - fornito nella notte tra sabato e domenica ai carabinieri che adesso stanno svolgendo accertamenti e avrebbero già denunciato uno dei presunti rapinatori, un tunisino residente in Versilia.
Stando alla versione del giovane disoccupato poco prima di mezzanotte uscendo dal bar Bocino tra Altopascio e Chimenti sarebbe stato avvicinato da un extracomunitario. Per futili motivi sarebbe iniziata un acceso diverbio interrotto dalla decisione del venticinquenne di allontanarsi dalla zona. Fatte poche centinaia di metri sarebbe stato avvicinato da una macchina con a bordo altri due immigrati nordafricani che l'hanno bloccato costringendolo, con l'aiuto dell'extracomunitario che pochi istanti prima aveva litigato con lui, a salire all'interno dell'abitacolo. Un vero e proprio sequestro di persona visto che, stando al racconto del giovane, uno degli aggressori lo minacciava con un machete.
Percorso meno di un chilometro la vettura si è diretta verso una stradina sterrata dove il conducente si è fermato. A quel punto sarebbe avvenuta la vera aggressione a scopo di rapina. Pugni e calci, minacce di morte e un colpo di machete, dalla parte del manico, nella zona toracica per costringerlo a consegnare il portafogli con poco più di 100 euro, un braccialetto d'oro, l'orologio da polso e il cellulare. Ai militari il venticinquenne ha raccontato di essere riuscito ad uscire dall'abitacolo e a scappare sulla strada principale per poi tornare al bar Bocino dove ha telefonato al padre e ai carabinieri. Tra l'altro nella notte è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale San Luca dove i medici gli hanno riscontrato contusioni ed escoriazioni giudicandolo guaribile in cinque giorni. Dalle descrizioni fornite e dal racconto, che tuttavia non convince pienamente i militari per diverse anomalie su tempi, orari e luoghi, i carabinieri avrebbero individuato uno dei tre rapinatori-sequestratori. Un immigrato di origini tunisine con precedenti in materia di stupefacenti che è stato denunciato a piede libero. Sono in corso ulteriori accertamenti e verifiche.
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