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Lucca

L’impronta digitale inchioda il ladro di bevande e merendine

L’impronta digitale inchioda il ladro di bevande e merendine

La squadra Mobile con l’aiuto della scientifica scopre l’autore del furto al professionale Pertini Nella notte del 6 luglio il malvivente aveva messo a soqquadro le aule distruggendo 3 macchinette

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LUCCA. Il ladro di merendine finisce in trappola tradito da un frammento di impronta digitale rilevato dalla polizia scientifica dopo un sopralluogo. E così Christian De Benedictis, 37 anni, originario di Milano e residente a Livorno, finisce agli arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico. Per la squadra Mobile, diretta dal commissario Virgilio Russo, non ci sono dubbi: è lui il ladro che il 6 luglio scorso si introdusse nell’istituto professionale Sandro Pertini in via Cavour, proprio a due passi dalla questura. Come fa la polizia ad esserne certa? Grazie ai certosini rilievi della scientifica che hanno permesso di rinvenire un frammento di impronta proprio sulla porta forzata. Un frammento che, attraverso la comparazione in banca dati, ha associato quell’impronta digitale a De Benedictis, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine e finito nei guai per fatti analoghi compiuti in diverse province della Toscana.

I fatti. Nella notte tra il 5 e il 6 luglio - un weekend nel periodo estivo con le scuole chiuse - ignoti si introducono nella scuola professionale e rovesciano alla rinfusa oggetti in alcune aule senza portar via oggetti di valore. Allora si concentrano sulle tre macchinette erogatrici di snack e bevande che vengono tutte forzate. Il danno ammonta a 2500 euro. Ma il ladro asporta anche il fondo cassa (200 euro) e visto il lavoro svolto si mangia anche qualche merendina. Il giorno successivo personale dell’istituto scolastico avverte la polizia e iniziano le indagini.

Ordinanza di custodia cautelare.

La polizia scientifica effettua un accurato sopralluogo rilevando un frammento di impronta proprio sulla porta forzata dal malvivente. E la comparazione in banca dati porta dritta a De Benedictis. Così la Mobile invia un’informativa dettagliata al sostituto procuratore Piero Capizzoto che, sulla base dei gravi indizi di colpevolezza, chiede e ottiene dal gip Marcella Spada Ricci, in relazione anche ai precedenti penali del malvivente, la misura cautelare agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

Le ricerche. Gli uomini del commissario Russo con l’ordinanza vanno a casa di De Benedictis. Ma non lo trovano. E lo cercano invano anche nella zona di Pisa che lui frequenta abitualmente e dove aveva la residenza negli ultimi mesi. Ad individuarlo una volante della questura di Massa che lo ferma perché lo ritiene responsabile di un furto. E proprio lì che il malfattore viene raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare per il furto all’istituto Pertini di via Cavour. Così in un sol colpo De Benedictis viene accusato sia del furto a Lucca che di quello a Massa. Resta da appurare se, per quanto riguarda il colpo nella scuola secondaria superiore, l’uomo abbia agito con dei complici.

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