Proteste
Folla per Lynch, ma tanti restano fuori
Ancora una volta l’afflusso è stato superiore alle previsioni e il San Francesco non poteva contenere tutti
di Rossella Lucchesi
LUCCA
Sono arrivati da tutta Italia, qualcuno anche dall’estero.
C’è chi ha preso permessi dal lavoro e addirittura le ferie, ma per molti è stata una delusione che si è tradotta in momenti di rabbia e tensione, nel corso dei quali sono volati insulti e parole forti all’indirizzo dell’organizzazione.
L’incontro di ieri mattina con il regista americano David Lynch nella chiesa di San Francesco si è dunque risolto con una pioggia di proteste accese di chi è stato escluso dall’evento, mentre dentro andava in scena una lezione memorabile del poliedrico artista, seguito, in seconda fila, da Enrico Ghezzi, il più noto critico cinematografico italiano, inventore di Blob che è diventato un cult di Rai3.
Esauriti i posti a sedere, comprese le panche laterali, con il pubblico anche sui poggiapiedi e ovunque fosse possibile trovare un po’ di spazio per assistere.
Ma c’era ancora tanto spazio libero in fondo alla chiesa, quello spazio reclamato da un centinaio di persone che si sono viste letteralmente sbattere in faccia il portone, divenuto poi bersaglio di calci e pugni di un pubblico esasperato che non voleva rassegnarsi ad andarsene.
«Vergogna! Buffoni!» e molto altro, gridavano decine di giovani indignati.
«Chi è incapace di organizzazione un evento di levatura internazionale – erano i commenti più soft – è meglio che si rapporti con teatrini di provincia».
L’intervento delle forze dell’ordine ha evitato che la protesta degenerasse.
In effetti la fila, iniziata intorno alle otto, si è velocemente ingrossata e c’era da aspettarsi di andare oltre il “tutto esaurito” ma, come ha fatto notare qualcuno, per un’occasione simile, si poteva trovare una soluzione per accontentare tutti, magari optando per un’altra location in città o nelle immediate vicinanze.
La capienza dell’edificio in realtà dovrebbe non superare le 580 persone e ieri si è andati ben oltre, finché il personale di sorveglianza, per motivi di agibilità, ha ricevuto l’ordine di bloccare gli ingressi, lasciando a bocca asciutta un numero esiguo di persone che in fondo non avrebbe creato grossi disagi.
Di certo minori di quelli effettivi, visto che poi, decine di persone si sono accalcate alle uscite di sicurezza, creando di fatto pericolosi intasamenti in caso di emergenze.
Non si è notata la presenza di forze dell’ordine.
«Un atteggiamento assurdo da parte dell’organizzazione che non si è neppure scusata» afferma Emanuele Durante, arrivato da Altopascio con due ore di anticipo insieme a un gruppo di amici che si chiedono perché non sia stato installato un maxischermo all’esterno della chiesa, per consentire a tutti di seguire l’incontro.
«Oppure orientarsi sull’open air sulla piazza.
«Non siamo scalmanati e violenti, ma giovani educati e corretti, appassionati di cinema che hanno lasciato i loro impegni per ascoltare Lynch nella sua unica tappa italiana» ribatte Jacopo Perra di Pistoia, secondo il quale è venuto meno il rispetto verso il pubblico.
Andrea Marinelli e Francesca Paterniani sono partiti la notte da Bologna e non hanno avuto accesso all’incontro con l’apprrezzatissimo regista.
«In previsione di questo l’incontro poteva svolgersi a numero chiuso, con prenotazione, così avremmo evitato viaggio e perdite di tempo» aggiungono unendosi alla protesta di un gruppo di romani che ritengono sia stato sottovalutato l’aspetto internazionale dell’evento.
Vive a Berlino da anni Alessandro Del Vigna, tornato nella sua Lucca apposta per seguire le lezioni di Lynch e afferma di essere stupito da una situazione che definisce kafkiana che non è affatto un bel biglietto da visita per la città.
Stefania Aprile e Salvatore De Masi di Livorno hanno preso due giorni di ferie per seguire l’evento e hanno affittato una camera, ma l’aspettativa di ascoltare il loro idolo è andata delusa.
«Ci vorrebbe buonsenso e un’organizzazione idonea per eventi di questa portata» tuona Stefano Menconi di Lucca, prima di fare ritorno a casa amareggiato per un’occasione persa.
Gli organizzatori provano a spiegare:
«Non è stato possibile fare altrimenti, poiché avevamo abbondantemente raggiunto la capienza massima della struttura e la legge deve essere rispettata».
E’ in questo modo che il presidente di Lucca Film Festival Nicola Borrelli risponde alle proteste di chi ieri non è potuto entrare in chiesa di San Francesco per partecipare all’incontro con il regista David Lynch.
«Non ci aspettavamo comunque un’affluenza tanto forte – prosegue – ma, prevedendo un discreto flusso di pubblico, abbiamo cercato di spalmare gli appuntamenti dell’artista americano in più momenti e in luoghi diversi, valorizzando così più contenitori».
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