Il dolore
Una tenda contro la centrale
È stata montata nella zona industriale di Salanetti per dire no all’impianto di carbonizzazione
CAPANNORI. “Comitato di difesa Salanetti”. Questa la scritta apparsa su uno striscione alle porte della zona industriale, all’improvviso. Dietro la scritta, una tenda da campo marrone, al momento disabitata e che chi frequenta la zona si è ritrovata davanti ieri all’improvviso. Tenda e striscione sono stati montati subito dopo il ponte sul rio Casale, in direzione della zona industriale, in un terreno il cui accesso è stato chiuso una fettuccina bianca e rossa, del tipo utilizzato in alcuni casi per delimitare cantieri.
Non è difficile immaginare che il fantomatico comitato sia nato per contrastare il progetto dell’impianto di carbonizzazione idrotermale che un’azienda dai vertici tutti lucchesi vorrebbe realizzare proprio a Salanetti e che ha già suscitato non poche polemiche. Il presidio ha colto di sorpresa anche i membri del vicino comitato paesano di Zone e Salanetti, che per anni si sono battuti contro l’impianto di compostaggio previsto nell’area industriale e che ora proprio non hanno idea di chi sia dietro all’installazione della tenda.
Nel frattempo, si attendono sviluppi sul progetto dell’impianto di carbonizzazione idrotermale, a cominciare dal consiglio comunale chiesto a gran voce dall’opposizione. Il progetto, inoltre, è ancora allo studio della speciale commissione creata in seno ai partiti che appoggiano l’amministrazione Menesini. Commissione voluta soprattutto dal Pd, la cui segretaria, Lia Micciché, ha ribadito di voler capire bene in che cosa consista il progetto e se questo sia compatibile con la politica “Rifiuti Zero” portata avanti dal Comune di Capannori con successo negli ultimi anni. (a.b.)
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