Il Tirreno

Lucca

Docenti di sostegno, solito calvario

di Nadia Davini

Fino a metà ottobre i genitori non avranno risposte. Tanti i posti scoperti

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LUCCA. Le ore in deroga per il sostegno ancora non ci sono. E fino a metà ottobre sarà difficile avere risposte più certe. Nel frattempo genitori, studenti e insegnanti navigano a vista e galleggiano nel caos. Con la scuola che è cominciata da soli dieci giorni e i docenti che mancano. «Mia figlia ha appena cominciato il primo anno dell'Isa “A. Passaglia” - racconta Elena, una mamma -. Avrebbe bisogno di un minimo di diciotto ore settimanali, gliene sono state riconosciute solo nove. È certificata, dovrebbe avere un insegnante di sostegno appositamente per lei, invece sta parcheggiata per ore in classe o fa attività di laboratorio con altri studenti disabili, privando così tutti questi ragazzi della possibilità di crescere e migliorare».Classi sovraffollate, docenti di sostegno precari che lavorano a incarico passando da una scuola all’altra, scarsa formazione degli insegnanti curricolari sull’integrazione, barriere ancora non rimosse. E poi, negli ultimi mesi battaglie a colpi di carta bollata e raccomandate, con ricorsi ai tribunali regionali amministrativi per ottenere le ore di sostegno tagliate. Così cominciano ad essere diversi i genitori a non credere più nella possibilità di una scuola di tutti. Elena non è la sola. Ieri davanti all'Ufficio scolastico provinciale c'erano tanti genitori. Tante mamme, tanti insegnanti. Riuniti in assemblea per chiedere alla dirigente dell'ex Provveditorato, Maria Coppolecchia, chiarimenti sulle ore di sostegno. Un incontro iniziato con un benvenuto molto poco accogliente. Molto poco all'altezza. All'Ufficio scolastico provinciale, infatti, non c'è neppure lo scivolo per coloro che stanno in sedia a rotelle. «Questo la dice lunga su quella che è la consapevolezza sulla disabilità» continua un'altra mamma. Ad oggi i ragazzi certificati in provincia sono 570. Gli insegnanti di sostegno di ruolo ammontano a 534. Ne sono stati chiesti 147 per arrivare, quindi, a 681, «il numero esatto per garantire il rapporto 1:2 in provincia». Insorgono i genitori. «Questa è un'assurdità – rispondono a gran voce – se gli studenti certificati sono 570, l'Ufficio scolastico provinciale deve chiedere 570 posti. La legge è chiara: per i ragazzi certificati vale il rapporto di uno a uno. Tutti gli uffici scolastici provinciali della Toscana dovrebbero chiedere i posti tanti quanti sono i ragazzi con gravità certificata, poi sarà l'ufficio scolastico regionale a dover risolvere il problema. Perché l'Usp di Lucca non parte con questa iniziativa? È nelle sue possibilità». Immediata la risposta della Coppolecchia: «Mi impegnerò ad avanzare le richieste che mi avete proposto – conclude – ora dovrò fare il conto di quanti sono i ragazzi disabili, verificherò che ci siano le certificazioni, sulla base delle gravità farò le dovute richieste. Entro il 4 ottobre consegneremo tutto il materiale, dopodiché il direttore dell'Ufficio scolastico regionale si recherà a Roma e dopo una, due settimane al massimo, credo, avremo delle risposte».

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