Sicurezza
L’Archivio diocesano svela come si viveva alla corte dei Borboni
Occasione unica, il 3 ottobre, per vedere anche antichi libri, terrilogi e pergamene precedenti all’anno mille
LUCCA. L’acqua del Tettuccio della vicina Montecatini, il decotto di orzo, il siero di latte vaccino o gli immancabili sanguisughe, olio di ricino e farina di semi di lino. Di questo si rifornivano, quasi a metà del 1800, i dipendenti di Carlo Lodovico, duca di Lucca. Che faceva acquistare il decotto d’orzo anche per i cavalli della sua scuderia. E’ l’insolito e curioso spaccato di una parte della vita quotidiana alla corte reale dei Borboni – al governo della città dal 1817 al 1847 prima con Maria Luisa poi con il figlio Carlo Lodovico – che emerge da alcuni preziosi documenti conservati nell’Archivio storico diocesano, diretto da don Marcello Brunini. Curiosità che, insieme a molte altre, tutti potranno ascoltare venerdì 3 ottobre quando le porte dell’Archivio si apriranno per l’iniziativa “Grano, vino e capponi”. Un’occasione davvero unica per vedere antichi libri, terrilogi e pergamene, alcune delle quali risalenti a prima del 1000 e fiore all’occhiello dell’Archivio lucchese che grazie a queste preziosissime carte è stato inserito nel Registro dell’Unesco. L’iniziativa è incentrata sul tema dell’alimentazione. Non a caso, essendo inserita nella tre giorni di “Dire e fare”, la rassegna dedicata alle buone pratiche e alle esperienze più innovative della Toscana in programma a Lucca dal 2 al 4 ottobre. Uno degli argomenti cui verrà dato più spazio sarà proprio l’alimentazione, tema dell’Expo 2015. Con “Grano, vino e capponi” sarà possibile sfiorare con mano, rivivendole attraverso i libri meticolosamente compilati a mano, le abitudini “agricole” della Lucchesia attraverso i secoli. Un excursus, preparato dagli archivisti Valentina Cappellini e Tommaso Maria Rossi, che permette di scoprire svariate informazioni sullo sfruttamento del territorio locale. Nelle carte dei corposi volumi degli enti ecclesiastici, per esempio, non è raro imbattersi in descrizioni di beni e rendite, annotate sulle cosiddette vacchette di riscossione. Grano, vino e capponi – da cui il titolo dell’iniziativa – erano i più comuni mezzi di pagamento per il riscatto o il mantenimento dei terreni: gettonatissimi, al pari delle “ova” e dei pollastri. Cappellini e Rossi guideranno i visitatori in un vero e proprio itinerario, illustrando le varie tipologie documentarie presenti in Archivio: dalle pergamene più antiche ai registri cartacei della Mensa arcivescovile, dalle visite pastorali del Settecento ai terrilogi delle chiese cittadine fino allo straordinario libro di casa Borbone, esattamente “Libro della Real Casa di Sua Altezza Reale il Serenissimo Infante Carlo Lodovico duca di Lucca”, in dotazione all’Archivio diocesano perché fu donato dall’antiquario Martini. A conclusione della visita – in programma dalle 17,30 alle 19,30 e da prenotare al 389 0205181 – sarà offerto un rinfresco con sapori provenienti da tutto il mondo. A promuoverlo è l’ufficio pastorale Caritas nell’ambito della campagna “Cibo per tutti. E’ anche compito nostro”, che si propone un’attenzione alla tematica dell’accesso al cibo e alle dinamiche economiche.
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