Il Tirreno

Lucca

Farmacie, possibile il “trasloco”

di Luca Cinotti
Farmacie, possibile il “trasloco”

Gli esercizi del centro potranno presentare domanda per andare in periferia: ci sono quattro posti

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LUCCA. Il Comune prova a ridisegnare la geografia delle farmacie, puntando a un equilibrio maggiore fra centro storico e periferia. Gli otto esercizi che hanno sede all’interno delle Mura avranno tempo fino al 31 ottobre - secondo quanto previsto dal bando di Palazzo Orsetti - per presentare la propria richiesta di trasferimento in una delle quattro zone “permesse” della periferia.

Si tratta del perfezionamento di una delibera presa ad aprile scorso dalla giunta municipale, sulla scorta dell’annoso contenzioso con la farmacia Baldi di via Vittorio Veneto che aveva chiesto di spostare la sede dal centro in una zona San Concordio, decentrata ma più popolosa ed estesa (oltre 10mila abitanti), e caratterizzata dalla forte presenza di esercizi commerciali di attrazione e, soprattutto, servita da una sola farmacia, dove servizio appare sottodimensionato in rapporto alla popolazione. La richiesta della farmacia Baldi, difesa dall’avvocato Giovanni Bianchini di Barga, inizialmente respinta dal Comune, aveva però parzialmente trovato favorevole il giudice amministrativo il quale aveva stabilito che l’istanza di trasferimento da parte del titolare di una farmacia non può che essere valutata all’interno di un quadro programmatorio.

Esattamento quello che era arrivato con la delibera di Aprile e che partiva da una sorta di contabilità della farmacie, andando a vedere il rapporto fra gli esercizi e gli abitanti nelle nove zone nelle quali è diviso il territorio. Una divisione aritmetica che segnala come le otto farmacie del centro significhino un esercizio ogni 1.133 abitanti, mentre in periferia si arriva anche a rapporti di uno a quasi ottomila. Anche considerando la capacità “attrattiva” del centro, fra uffici, negozi e turismo, la decisione della giunta è stata di prevedere come ottimale la presenza di quattro farmacie all’interno delle Mura e di aumentare di un’unità il numero degli esercizi nella zona D (San Concordio, Pontetetto, Vicopelago, Sorbano del Giudice e Sorbano del Vescovo), nella zona F (Arancio, San Filippo, Mugnano, Tempagnano, Antraccoli, Picciorana), nella zona G (morianese e brancoleria) e nella zona H (Oltreserchio). Manovra piaciuta pochissimo a tre titolari di farmacie, che hanno presentato un ricorso al Tar con allegata richiesta di sospensiva. Lo stop, tuttavia, non è stato concesso dai giudici amministrativi e così il Comune ha potuto proseguire con la pubblicazione del bando.

Bene chiarire che si tratta di una opportunità e non di un obbligo: nessuna farmacia del centro, quindi, sarà “deportata” in periferia. Ognuna potrà scegliere, piuttosto, una zona di destinazione. Con un limite: al massimo, solo quattro potranno ottenere il via libera allo spostamento, proprio per mantenere quello che viene ritenuto il numero ottimale di farmacie in centro, cioè quattro. In caso di più domande per una stessa zona, verrà favorita la farmacia che in media, negli anni dal 2009 al 2013, ha registrato il minor fatturato rimborsato dal servizio sanitario nazionale.

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