Il Tirreno

Lucca

Garanzia Giovani, in seicento ci provano

Pioggia di domande anche in Lucchesia con l’obiettivo di trovare un lavoro anche temporaneo

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LUCCA. Tra chi lo accusa di essere un sistema ancora troppo macchinoso e incompleto - quindi difficilmente utilizzabile - e chi invece lo esalta e lo considera una risposta innovativa posta di fronte al “problema” lavoro delle migliaia di giovani alla ricerca di un'occupazione, una cosa è sicura: il progetto “Garanzia Giovani” ha già raccolto tanti sogni e speranze nel cassetto. Dal 28 aprile scorso, in tutta la Toscana, sono stati più di novemila i giovani compresi tra i 15 e i 29 anni che hanno deciso di tentare la carta offerta dal progetto Garanzia Giovani nella ricerca di un lavoro: non importa se si tratta di un’occupazione temporanea di qualche mese, è sufficiente anche un semplice tirocinio o un percorso di apprendistato. A Lucca - dati aggiornati ad agosto - hanno fatto domanda 256 ragazze e 254 ragazzi, con la Valle del Serchio se ne aggiungono altri 87 (48 donne e 39 maschi), tutti con un solo obiettivo: trovare un'occupazione.

«Da una prima analisi - spiega la responsabile Cgil Mariarosa Costabile - osservando gli andamenti settimanali dalla fine di aprile al mese di maggio si è avuta un'adesione importante, fino ad arrivare ad un calo consistente quasi dell’80% proprio nei periodi estivi che fa pensare ad impieghi stagionali. Altro dato importante è quello della provincia scelta e di appartenenza, dove su un totale di 9472 adesioni quasi il 15% circa è disposto a trasferirsi fuori Toscana, e su questo dato dovremmo concentrarci, se il lavoro è un diritto è altrettanto un diritto crescere e lavorare dove si è nati».

Insomma, i ragazzi che si sono attivati in questi mesi sono giovani (i picchi maggiori dei colloqui vanno nella fascia dai venti ai ventisei anni), senza distinzione di sesso e tutti italiani dato che le domande attivate dagli stranieri, su tutto il territorio regionale, ammontano appena al 4%. E ora, fatte le domande, si attendono solo le risposte, gli esiti dei colloqui e l’agognata “chiamata” al lavoro: «Purtroppo - continua Costabile - ad oggi, non abbiamo ancora dati sulla effettiva collocazione di questi giovani, il progetto infatti è basato su due tempi, prima si fanno i colloqui per capire le esigenze e in un secondo momento dovrebbero partire le convocazioni. Le misure previste da Garanzia Giovani prevedono più che altro tirocini, apprendistati di terzo livello, interventi di formazione a distanza per apprendisti professionalizzanti, ma al di là di qualche spot iniziale non se ne sente più parlare, non c'è interesse a promuovere questo progetto. Questa è la nostra preoccupazione più grande». Altro dato su cui riflettere è l'enorme quantità di ragazzi alla ricerca di una prima occupazione, dato aggravato dalla mancanza di canali di passaggio università-lavoro e di percorsi professionalizzanti per i giovani Neet, giovani che non studiano e non lavorano».

Alessio Profetti

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