La manifestazione
È sbagliato il piano paesaggistico
«La tutela non va intesa solo come semplice conservazione»
LUCCA. Una lunga lettera al premier Matteo Renzi. L’ha scritta - e ieri è stata pubblicata interamente dal Tirreno - il presidente del Collegio geometri e geometri laureati della provincia di Lucca, Pietro Lucchesi. Al presidente del consiglio la richiesta di snellire le pratiche burocratiche per agevolare professionisti e cittadini e un attacco al piano paesaggistico regionale. Ne riportiamo uno stralcio.
«Saprai che in Toscana è stata proposta la modifica alla legge regionale 1/2005 (Norme per il Governo del Territorio) e recentemente è stato adottato il Pit (Piano di indirizzo territoriale) con valenza di Ppr (Piano paesaggistico Regionale). Ecco, noi ci sentiamo profondamente presi in giro. Tutti i politici, inneggiano la semplificazione, la innovazione, lo sviluppo, la ricrescita, il Pil, la rottamazione. Niente di tutto questo accade, soprattutto in Toscana. Se il Governo sta varando il decreto “sblocca Itali a” il Governo della Toscana sta continuamente varando leggi “bloccatoscana”. Il problema è che in Toscana non si cercano nomi ad effetto però si praticano conseguenze di fatto pesantissime accompagnate da un quadro pesantissimo. Nessuno parla in Toscana di varare provvedimenti per lo sviluppo, addirittura qualcuno dice che i Toscana stiamo meglio di altre regioni; e in realtà tutti si domandano: ma dove vivono i politici? Nessuna norma è stata varata in funzione della ripresa. Nessuna. Come possiamo pensare ad una politica vicina al cittadino. Come non possiamo ancora una volta sentirci presi in giro. Come possiamo inneggiare la semplificazione e la ricrescita o lo sviluppo del Pil se solo con il Pit e Ppr è stato prodotto un documento di 3000 pagine. Questo è solo il Piano di indirizzo al quale faranno seguito il Piano territoriale di coordinamento, il Piano strutturale e poi il regolamento Urbanistico o il Piano operativo se cosi verrà chiamato in futuro ed i vari regolamenti che si sovrapporranno alle varie norme nazionali in urbanistica, edilizia, ambientale, paesaggistica ecc. … andando a creare u na stratificazione normativa sempre più intricata. Vi rendete conto che giungla nella giungla? Tutto questo per catturare il libero arbitrio dei Comuni che si vedono di fatto messi sotto tutela se non addirittura espropriati della propria capacità di governo del territorio. E questo in nome di una tutela del paesaggio che viene intesa come semplice conservazione, cristallizzazione, congelamento dell’esistente. Il paesaggio è invece il territorio dell’uomo ed è il risultato del suo passaggio, della sua evoluzione, della sua storia; in sostanza uomo e paesaggio sono in continuo divenire. Indissolubilmente. Bloccare il paesaggio significa bloccare l’uomo. Vogliamo questo? In questo momento?».
Lucchesi sostiene che «non dobbiamo mai dimenticare che il bellissimo paesaggio, antropizzato e non, della Toscana è stato creato liberalmente dall’uomo. I più brutti paesaggi sono stati creati quando le leggi hanno cercato di circoscrivere la libera operatività; viene sempre considerato l’uomo incapace di intendere e di volere e che debba essere sempre più accompagnato da tutori qualificati o illuminati, o meglio ritenuti tali. NLon dobbiamo dimenticare che i più grandi testi sono diventati tali per la loro semplicità e comprensibilità».
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