Finanza
Ricetta elettronica, rischi per gli esenti
Il presidente dell’Ordine dei medici Umberto Quiriconi: «Più di una volta il sistema ignora la proroga delle autorizzazioni»
LUCCA. La ricetta rossa, la tradizionale ricetta di carta, lascia il posto dal 1° ottobre alla ricetta elettronica, a partire dalle prescrizioni farmaceutiche. Questione di pochi giorni e il medico non consegnerà più al cittadino la ricetta, ma un foglietto con un codice, che il paziente consegnerà a sua volta al farmacista, il quale, in base al codice, rintraccerà su internet la ricetta del medico. Sul foglietto, ci sarà anche il codice relativo alla fascia economica di appartenenza, necessario per la determinazione del ticket aggiuntivo, quello di cui si discute molto in questi giorni.
Sono come è noto 46mila le lettere che l’Asl 2 ha inviato ai cittadini lucchesi che non risultano avere un codice di reddito e che quindi devono autocertificare la propria posizione, per evitare di essere costretti a pagare il ticket massimo, analogo a quello di chi dichiara oltre 100mila euro.
Una vera e propria rivoluzione per la quale sono pronti i medici lucchesi. Lo conferma il dottor Umberto Quiriconi, presidente dell’ordine. «Operiamo già con un programma – spiega il dottor Quiriconi . che ci consente la gestione della cartella clinica elettronica e che recepisce le informazioni sulle fasce di reddito dei cittadini».
Ci sono però dei problemi, delle sbavature che devono essere corrette. «Ho notato – aggiunge il presidente dell’Ordine – che ogni tanto il sistema non recepisce le esenzioni di chi è sotto i 36mila euro. In particolare quelle che scadevano a marzo e che sono state prorogate fino al 31 dicembre. Per questo da tempo ho consigliato i miei assistiti, con un cartello affisso in ambulatorio, a presentarsi agli sportelli dell’Asl per chiarire la propria posizione. Spesso però gli operatori rispondono che non devono fare niente, che la proroga è scattata automaticamente. Ma in realtà non sembra che il sistema l’abbia recepita».
Secondo il dottor Quiriconi la data del 1° ottobre non sarà comunque tassativa. «Lo stesso assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni – afferma il medico – ha detto che c’è bisogno di un periodo di transizione, di assestamento, che dovrebbe durare sino alla fine dell’anno. E’ chiaro che le nuove procedure devono essere messe a punto, tarate, per evitare ripercussioni sui cittadini».
Infatti il codice della fascia di reddito che automaticamente comparirà sulla ricetta elettronica nel caso non sia corretto non potrà essere modificato manualmente né dal medico, né dall’assistito. Dovrà essere quest’ultimo a presentare una autocertificazione all’Asl per fare correggere il dato e essere così inserito nella fascia giusta.
E’ comunque possibile verificare la correttezza del codice della propria fascia economica on-line sul sito della Regione Toscana all’indirizzo http://www.regione.toscana.it/servizi-online/servizi-sicuri/servizi-attivati; è necessario aver attivato la carta sanitaria elettronica, avere il codice Pin e installato il lettore di smart-card. E’ possibile verificare la correttezza del codice della propria fascia economica anche presso gli sportelli automatizzati "Punti Si" dell'Asl semplicemente inserendo la carta sanitaria elettronica dell’assistito (non è necessario il codice Pin.
I totem Punti Sì si trovano al Campo di Marte, al distretto di S. Anna, alla casa della salute di Marlia, al presidio del Tirchetto, agli ospedali di Barga e Castelnuovoi e alla casa della salute di Piazza al Serchio.
La ricetta rossa comunque non scompare del tutto. Per il momento, continua ad essere utilizzata per le precrizioni diagnostiche e specialistiche. E rimane anche per le prescrizioni farmaceutiche nel caso in cui il medico non abbia a disposizione il collegamento telematico (per esempio, durante le visite a domicilio).
Con il nuovo sistema, in ogni caso, il cittadino non potrà più effettuare l'autocertificazione della propria fascia economica di appartenenza sulla singola ricetta al momento della fruizione della prestazione specialistica o in farmacia.
Sarà il medico prescrittore a riportare sulla ricetta, attraverso il software di prescrizione elettronica che interroga le banche dati del Ministero delle Finanze e dell'Inps (per chi ha fatto la dichiarazione Isee), la posizione economica dell'utente.
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