Sicurezza
Patteggia per truffa l’impiegato statale scovato da “Le Iene”
All’archivio notarile faceva copie di atti a prezzi stracciati. Assolta la collega
LUCCA. Era stato pizzicato dagli inviati della trasmissione tv «Le Iene» mentre forniva fotocopie sottobanco a prezzi stracciati all’archivio notarile di via Burlamacchi. Lui, impiegato pubblico, intascava un compenso che spettava allo Stato. Accadeva nel settembre scorso e l’impiegato statale - Francesco Calabrò, 55 anni, originario di Cosenza e residente in località S. Ermete a Pisa - nell’interrogatorio di fronte al pm Fabio Origlio si era difeso sostenendo che quella era una mancia come tante altre. Elargita con magnanimità da chi voleva copie non autenticate. Sosteneva pure che quel denaro veniva sistemato in una scatola - una sorta di cassa comune - e a fine anno i pochi soldi racimolati venivano impiegati per una cena con i dipendenti dell’archivio notarile lucchese. Alla fine però Calabrò, difeso dall’avvocato Stefania Mezzetti del foro di Pisa, non se l’è sentita di affrontare un processo e ha preferito patteggiare la pena davanti al giudice dell’udienza preliminare. Otto mesi e 800 euro di multa con i benefici di legge del caso per il reato di truffa aggravata. A giudizio, oltre a Calabrò, era finita un’altra dipendente dell’archivio notarile lucchese: un’impiegata versiliese di 56 anni. Per l’accusa la donna non avrebbe impedito al collega incaricato di pubblico servizio di procurarsi un ingiusto profitto di 170 euro. L’impiegata è stato prosciolta in abbreviato dal gup Silvia Mugnaini.
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