Il Tirreno

Lucca

Kme, due ore in strada «Il lavoro rimanga qui»

Sciopero contro la possibile delocalizzazione dopo la riorganizzazione Mobilitati anche i dipendenti della Fanin. Gli enti: siamo a fianco degli operai

2 MINUTI DI LETTURA





FORNACI. Ieri le tute blu dello stabilimento Kme di Fornaci di Barga sono scese su via della Repubblica con le forze sindacali per uno sciopero che ha coinvolto tutti e tre i turni di lavoro per un'ora e mezza ciascuno, in merito alla riorganizzazione aziendale iniziata col mese di agosto.

Infatti, Kme ha dato l'avvio a una riorganizzazione interna a livello mondiale delle proprie attività dove si prevede la creazione di una nuova società in cui confluiranno i prodotti speciali (lingottiere dove l'azienda ha leadership) con situazione invariata per gli standard (prodotti comuni con maggiore concorrenza): in questa nuova prospettiva saranno due gli amministratori delegati, ma ciò che preoccupa è che veglieranno dalla casa madre in Germania e perciò lontani da ogni ottica territoriale. Si tratta di Ulrich Becher agli standard e di Egon MacKowiak agli speciali. Già da queste basi i lavoratori temono la delocalizzazione della produzione standard verso altri territori. Verrà inoltre costituito un team appositamente dedicato alla Cina e un nuovo responsabile delle attività industriali della Francia dov'è tra l'altro già in corso una trattativa di vendita. All'interno di questa prospettiva, mossa finanziaria dove contano i numeri, quello che fa temere i lavoratori del comparto italiano Kme è la costituzione di una figura delle risorse umane a livello di gruppo lontana dai territori.

A questo punto i sindacati e i lavoratori hanno deciso di organizzare nelle giornata un'assemblea sindacale e uno sciopero (come a Campo Tizzoro) davanti alla vecchia entrata chiedendo la riorganizzazione seria di un gruppo posto all'interno di una crisi economica mondiale dove sembra più semplice tagliare, piuttosto di muoversi verso i terreni della ricerca e sviluppo di nuovi investimenti, come i molti operai presenti e sindacalisti hanno affermato. Dopo l'assemblea, alle nove e trenta gli operai sono usciti su via della Repubblica per manifestare pubblicamente assieme alla rappresentanza sindacale aziendale e provinciale con Mauro Rossi per Fiom-Cgil e Narcisa Pellegrini di Fim-Cisl. Al sit-in, non si sono viste le presenze dei grandi scioperi del passato e Mauro Rossi ha spiegato: fatto, spiega Mauro Rossi, che si spiega considerando i tanti operai in cassa integrazione.

La preoccupazione della situazione Kme s'è anche estesa ai lavoratori della coop Fanin, azienda che presta per la multinazionale da anni servizio di meccanica, facchinaggio e pulizia: azienda ancora radicata al territorio, con undici cassintegrati, sulla quale vige un cospicuo passivo da tre anni. Una tavola rotonda tenutasi al Comune di Barga col sindaco Marco Bonini, la vicesindaco Caterina Campani e l'assessore provinciale Mario Regoli, ha assicurato appoggio ai lavoratori. Il 23 ci sarà un incontro tra la parte industriale e sindacale.

Francesco Cosimini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa