La manifestazione
Rivolta contro il taglio degli alberi
I residenti della via per Camaiore: «Abbattimento selvaggio dei pini». L’assessore Rovai: «Erano pericolosi»
LUCCA. «Sono molto preoccupata, in grande allarme, per gli alberi che l’amministrazione provinciale sta tagliando sulla via per Camaiore. Gli ultimi, tre grandi esemplari di pinus domestica, proprio due giorni fa, che vanno ad aggiungersi ai numerosi tigli soppressi lungo il viale».
La segnalazione, arriva da Ilide Carmignani «in qualità – dice – di cittadina lucchese attenta al bene del territorio». Proprio non le va giù la soluzione drastica trovata dagli addetti al settore, quell'approccio che, a suo avviso, appare un po’ troppo comodo e sbrigativo e che denota scarsa sensibilità verso il patrimonio paesaggistico della nostra città. «Un atteggiamento superficiale – dichiara –. Non vogliono capire che, in questo modo, danneggiano una ricchezza culturale ed economica. Ne fanno una questione di sicurezza e, sulla sicurezza, in assoluto nulla da dire, ma qui temo che la parola chiave sia in realtà tutt'altra: non spendere nulla in manutenzione. Le piante necessitano di cure e, di conseguenza, costituiscono un costo. Abbatterle, è un escamotage per risparmiare. L’anno prossimo non dovranno così sostenere certe somme, ma la loro è una scelta irreversibile, culturalmente barbara ed economicamente miope».
Chiede più attenzione, un rispetto maggiore, un impegno che vada nella direzione della salvaguardia del patrimonio arboreo e non del suo scempio. «Tigli e pini non mostravano il minimo segno di malattia, non sembravano pericolanti, e comunque, non dimentichiamoci che esiste anche la potatura». Non regge, a suo parere, nemmeno il problema delle radici e del terreno non perfettamente lineare. «Basta mettere un cartello per segnalare. Altrove demoliscono forse tutti i viali alberati? Al contrario, vengono protetti come un bene inestimabile. Qui si preferisce prendere la strada più facile, come quando, anni fa, vennero tagliati quattro tigli per installare un guard rail nemmeno necessario. E che dire di quello che sembra essere stato eliminato per rendere più visibile un cartello pubblicitario? Pare che ci sia, a monte, un disprezzo per il nostro paesaggio. Lasciamo stare il danno culturale, che forse sfugge per mancanza di sensibilità, cosa gravissima peraltro in amministratori di una città d’arte come Lucca, ma il danno economico? Il territorio risulta certamente meno suggestivo e, così, meno appetibile per il turismo, preziosa risorsa per lo sviluppo della nostra provincia».
«La manutenzione delle piante a Lucca è per lo più pessima – commenta anche la giornalista e paesaggista, Francesca Marzotto Caotorta – le potature sono in gran parte eccessive e vengono fatte nella stagione sbagliata. Sono estremamente drastiche e, anche laddove si tratti di volute capitozzature, a queste deve seguire una potatura di ritorno, in modo da diradare i nuovi getti, scegliendo i più vigorosi, per restituire una corretta impalcatura alla pianta. Altrimenti, come capita a Lucca, ne resterà solo un tronco accompagnato da fuscelli e sormontato da una sorta di cespuglio disordinato, a prova dell’insulto fatto a madre natura e di una lontana rassicurante cultura lucchese».
Sulla questione, si pronuncia anche la scrittrice e giornalista, Francesca Caminoli, residente in queste zone ormai da diversi anni. «Molto spesso usiamo il problema della pericolosità delle piante o della loro malattia, per qualcosa di diverso – afferma – Ormai, c’è poca attenzione, si interviene e basta. Quando non sappiamo come comportarci, scegliamo la via più semplice. Ho abitato a Torre per tantissimo tempo e ho percorso quella strada migliaia di volte. Conosco bene quel tratto e quei pini. Giusto pochi giorni fa, sono passata di lì e, a giudicare dal tronco, non mi sono sembrati esemplari pericolanti o sofferenti. Qui non ragioniamo più sulla salvaguardia del territorio».
Non è dello stesso avviso, l’assessore provinciale alla viabilità, Luigi Rovai che si difende, spiegando con fermezza i motivi della sua decisione. «Quei pini sono stati oggetto di una segnalazione da parte di alcuni cittadini – dichiara -. Su loro sollecitazione, i nostri tecnici sono stati subito inviati sul posto per un sopralluogo. Dopo alcune verifiche, hanno deciso di abbatterli, avendo appurato la presenza di malattie e una situazione di rischio elevato, anche a seguito dei recenti temporali. È stato solo ed esclusivamente un discorso di sicurezza, per il maltempo, per l’allentamento del terreno, per la caduta di rami sulla viabilità. Tengo a far presente che, il taglio radicale, avviene soltanto quando è strettamente necessario e, per il momento, non ci sono, infatti, in programma, altre operazioni di questo tipo. Svolgiamo però un servizio costante di potatura e un continuo monitoraggio di tutto il patrimonio arboreo».
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