Il Tirreno

Lucca

Crisi Cipriano e Alce, si muovono i Comuni

Andreuccetti: commissioni congiunte con le opposizioni e collaborazione con Bagni di Lucca

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BAGNI DI LUCCA. «La situazione della Cipriano Costruzioni è drammatica». Non usano giri di parole i membri del Consiglio comunale di Borgo a Mozzano che unanimemente hanno esternato tutta lo loro preoccupazione per gli oltre 83 dipendenti che dal primo gennaio, con la chiusura della ditta, perderanno il posto di lavoro.

«La Cipriano – ha detto il sindaco Patrizio Andreucetti – era una realtà fondamentale del nostro territorio ma si sta avviando verso la cessazione dell’attività. Il compito della politica è dare risposte a coloro che si troveranno senza un’occupazione per cui tutti noi dovremmo mettere in campo delle iniziative. Fino a qualche mese fa venivano in Comune a cercare un sostegno soprattutto persone sole con stipendi o pensioni minime; oggi sono in larghissima parte padri e madri di famiglia, con il coniuge disoccupato e figli a carico. Inutile dire che la situazione della Cipriano aggraverà ulteriormente il clima generale. Da parte nostra cercheremo di attivare quanto prima le Commissioni speciali per predisporre piani congiunti con le forze d’opposizione e venire incontro a chi è in difficoltà».

Oltre alla Cipriano, tante altre le società in biblico: «Le realtà in difficoltà sono molte – ha proseguito Andreuccetti – tra cui anche Alce. Dopo lo stop alla costruzione della centrale a biomasse, la ditta aveva prospettato l’ipotesi di riattivare la produzione del tannino ma nell’ultimo incontro avvenuto in Provincia la Società ha espresso delle perplessità sul proseguimento di quell’attività. Se non troviamo, in collaborazione con il Comune di Bagni di Lucca, una soluzione per il sito di Fornoli dovremo affrontare un’altra emergenza occupazionale».

Pronta al dialogo anche l’opposizione: «In questa drammatica situazione dobbiamo unire le forze – ha affermato Elena Ghiloni, portavoce della compagine Andare Oltre –. Vicino al Comune, che da solo non può bastare, devono scendere in campo la Provincia, l’Unione dei Comuni e tutte le Istituzioni interessate. L’Amministrazione, da parte sua, convochi il prima possibile la Commissione Lavoro all’interno della quale ci confronteremo. Anzi – ha concluso Ghiloni – è un peccato che il lavori del suddetto gruppo non siano partiti prima dell’estate. Sono stati persi mesi preziosi».

Chiara Lammari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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