Attenzione
Appalti nelle scuole, regna ancora il caos
I fondi sono stati stanziati ma solo due dirigenti hanno chiesto il servizio delle lavoratrici delle coop
LUCCA. Appalti storici nelle scuole, con il nuovo anno la situazione non migliora.
I fondi del decreto governativo “scuole belle” utili per coprire l'intero servizio delle lavoratrici (scongiurando così tagli e riduzioni di stipendio) per il momento non sono partiti e a tre giorni dall'avvio del nuovo anno scolastico negli istituti lucchesi sta regnando il caos.
«I soldi sono stati stanziati – spiega Giovanni Bernicchi della Fisascat Cisl – Sono fondi utili per recuperare in termini sociali le ore di queste lavoratrici, che poi dovrebbero intervenire anche su attività di ordinaria manutenzione delle scuole, dalla tinteggiatura delle pareti alla pulizia più approfondita degli ambienti.
«Servizi, quest'ultimi - spiega il sindacalista - che i presidi di ogni plesso dovrebbero acquistare.
«Il problema è che ad oggi su 170 istituti, a livello regionale, solo otto hanno richiesto il servizio.
«A Lucca soltanto due.
«Se i dirigenti scolastici non procedono con questo passaggio, non viene coperto il meccanismo deciso dal governo a maggio scorso».
In sostanza la scuola dovrebbe richiedere alle società che gestiscono l'appalto (Dussman in Versilia e Auriga su Lucca, Piana e Garfagnana), il servizio aggiuntivo, in modo tale che le lavoratrici delle cooperative possano fare l'orario completo.
«I lavori aggiuntivi – conclude il sindacalista - si traducono in linea di massima con tinteggiatura e pittura pareti e tutti quei lavori che ad oggi non venivano fatti: ad esempio la pulizia approfondita degli ambienti.
«In questo caos organizzativo, infine, Auriga ha proposto alle lavoratrici contratti con orario spezzati in modo assurdo, con trasferimenti da una scuola all'altra per coprire le varie assenze.
«Come sindacati stiamo contestando questa ipotesi e per questo motivo per domani, venerdì, abbiamo richiesto un incontro urgente con le società che hanno in gestione l'appalto». conclude Bernicchi.
Tra le lavoratrici delle cooperative c’è adesso una giustificata preoccupazione.
Nadia Davini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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