Il dolore
E ora Tambellini rilancia «Nel 2015 ancora meglio»
Il sindaco soddisfatto per la riuscita dell’organizzazione della celebrazione Presente anche il ministro dell’istruzione Giannini. Poche parrocchie dalla Valle
LUCCA. Sta in piedi in cima allo scalone d’onore di palazzo Orsetti, stringe mani e fa il perfetto padrone di casa. Il sindaco Alessandro Tambellini è raggiante, e si vede. Anche i dubbi sull’illuminazione si sono fugati con il calar delle tenebre. E allora, poco prima della partenza dalla basilica di San Frediano, Palazzo Orsetti diventa il crocevia delle istituzioni, degli ospiti di riguardo. Perché in fondo, per Lucca, la processione di Santa Croce è anche questo: un momento di rappresentanza, un tempo e un luogo dove incontrarsi.
Il sindaco, dicevamo. Che ci tiene subito a entrare nel vivo del problema dell’illuminazione, che tante polemiche ha scatenato e che ha visto, alla fine, il decisivo intervento dell’amministrazione: «Avete visto l’illuminazione? È buona, è molto buona», commenta. E poi si lancia in una promessa, che insieme è una speranza: «Si può fare comunque meglio, molto meglio. Vedremo cosa fare nel 2015, ci impegneremo». Poi deve scappare, perché ci sono altre mani da stringere e altri istituzioni da salutare.
A cominciare dal ministro lucchese all’istruzione Stefania Giannini, che scende nel corteo accompagnato da uno dei parlamentari di zona, il senatore Andrea Marcucci.
Non mancano gli assessori al completo (e molto impettiti al momento del’ingresso in Cattedrale) e i consiglieri comunali, a partire dal presidente Matteo Garzella, al centro di qualche polemica per la sua conduzione che qualcuno in maggioranza ritiene troppo “bipartisan”. Polemiche che non entrano in processione, così come sono alle spalle quelle sull’illuminazione di palazzo Ducale, dove nei giorni scorsi erano entrati in funzione i fili elettrici usati per Natale: alla fine sono arrivati i lumini, “curati” uno per uno fino alle otto di ieri sera dagli operai che sono saliti sulle piattaforme per accenderli.
Una mancanza, si è notata: quella di molte parrocchie della Valle del Serchio. Dovuta, a quanto si apprende, dal fatto che di sabato una parte di (pochi) preti della Valle non si è potuta allontanare perché doveva presiedere alle celebrazioni.
Rossella Lucchesi
Luca Cinotti
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