Il dolore
Rivolta contro i negozi temporanei
In San Francesco quasi tutti contrari agli affitti “mordi e fuggi” durante i Comics: «Questa è concorrenza sleale»
LUCCA. Pareri pressoché unanimi dei commercianti della zona di San Francesco sulla proposta dell’apertura nel quartiere di alcuni temporary store nel periodo dei Comics. La notizia apparsa stamani sta suscitando non pochi malumori tra i negozianti storici che temono di vedersi soffiare gli affari da venditori che magari arrivano da fuori Lucca proponendo prezzi concorrenziali. Proprio come accade da qualche anno nell’area di piazza Napoleone, in cui si concentrano la maggioranza degli stand espositivi dei fumetti, dove nella settimana tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre queste attività transitorie nascono ormai come funghi, spesso in locali momentaneamente ceduti da attività esistenti che, terminata la manifestazione, riprendono regolarmente l’esercizio.
«È giusto permettere a tutti di lavorare, ma questa mi sembra concorrenza sleale nei confronti di coloro che lavorano tutto l’anno in una zona di Lucca particolarmente sfortunata che, nei giorni in cui avrebbero la possibilità di incrementare i guadagni sono invece costretti a dividerli con chi magari non ha tutte le carte in regola e forse molte più agevolazioni di noi che per tutto l’anno paghiamo fior di tasse, indipendentemente dalle vendite». Così Luciano Landucci del bar davanti alla Madonna dello Stellario che spera ci siano almeno controlli adeguati da parte dell’Asl e dei vigili urbani, per stabilire che tutto sia in regola.
Negativo anche il parere di Gianita Pagliai dell’omonimo esercizio di generi alimentari la quale suggerisce alle autorità competenti una migliore gestione dei permessi di vendita, privilegiando, in questo caso, merceologie inesistenti sulla zona che, oltre a non farsi concorrenza, regalerebbero un aspetto più variegato con proposte diversificate capaci di attirare maggiormente cittadini e turisti.
L’arrivo di rivendite di cibi e bevande non è bene accetto neppure da alcuni ristoranti della zona che, tuona Patrizia Mei della Pecora Nera «si sacrificano tutto l’anno per andare avanti e quando si presenta l’occasione di guadagnare qualcosa di più, ecco che arrivano da fuori a toglierci il pane di bocca».
C’è anche chi, come Tonino Capuozzo, titolare dell’Officina della Pelle, non teme la concorrenza, ma crede che un maggior movimento di gente possa essere un incentivo per tutti i commercianti. «Magari fosse così tutto l’anno - aggiunge il figlio Mario - ma purtroppo questa zona rischia lo spopolamento, dovuto alla graduale scomparsa di tante attività, ma anche agli affitti eccessivamente elevati che scoraggiano tanti giovani ad aprire un’attività». Parere condiviso da Alessio Tabarrani e Benedetta Crudo che da quattro mesi hanno rilevato il negozio di alimentari in via del Fosso, sconcertati che molti fondi siano vuoti da anni perché i proprietari o non affittano oppure sono irremovibili sulle cifre richieste. «Sarebbe bello che questa zona tornasse a vivere come un tempi, aggiungono, ma intanto accontentiamoci di avere, anche per pochi giorni, più movimento che significa forse vantaggi per tutti». La palla passa adesso all’amministrazione comunale che nei prossimi giorni si incontrerà con i responsabili di Confcommercio per stabilire, spiega il direttore Rodolfo Pasquini, «le modalità di assegnazione degli spazi che dovrebbero essere in linea con le esigenze del posto».
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