Attenzione
Atti persecutori, medico nei guai
Alessandro Bianchi, veterinario ed ex assessore, finisce ai domiciliari. Chiesta la revoca della misura
ALTOPASCIO. La fine di una lunga storia d’amore porta strascichi dolorosi e una battaglia legale, iniziata nel 2012 per l’affidamento dei tre figli minori, e proseguita con denunce e controdenunce per reati che vanno dalle minacce alle lesioni, dai maltrattamenti in famiglia alla violazione degli obblighi di assistenza familiare. Una storia di gelosia, vendette, ritorsioni in cui, alla fine, a soffrire di più sono i bambini che l’assistente sociale deve assegnare come pacchi postali quando al padre e quando alla madre con rigorose modalità dettate dalla legge e non dal sentimento.
Ieri mattina l’ultimo capitolo, in ordine temporale, con la notifica consegnata dai carabinieri dell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari ad Alessandro Bianchi, 54 anni, stimato veterinario ed ex assessore ai servizi sociali e alla famiglia al comune di Altopascio. Una decisione presa dal gip di Pistoia, Roberto Tredici, in seguito alla violazione del divieto di avvicinamento a 150 metri di distanza all’ex compagna, trentanove anni. Per questo motivo il legale della donna, avvocato Sabrina Serroni del foro di Prato, si è rivolto di nuovo al giudice per l’aggravamento della misura che è stata trasformata in arresti domiciliari.
La difesa del veterinario. Bianchi - indagato per stalking dalla procura di Pistoia - non ci sta. Al di là della risposta tecnica con l’istanza al gip del suo legale, avvocato Francesca Del Carlo, di revoca della misura restrittiva ritenuta «eccessiva», il veterinario di Altopascio spiega cos’è accaduto la domenica 31 agosto quando ha violato l’obbligo del giudice innescando il meccanismo che l’ha portato ai domiciliari: «L’alterco è nato - dice - quando sono andato al mare a prendere i bambini dopo che la madre si era resa irreperibile come ho dimostrato con due denunce presentate quella mattina ai carabinieri e al commissariato di Pescia dove chiedevo che fossero trovati i miei bambini. Nel pomeriggio sono andato al mare dove immaginavo si trovassero. Ne è nata una discussioni con scambi reciproci in una dialettica non proprio forbita. Ma la mia ex non l’ho nemmeno sfiorata. In questi due anni ho presentato decine di denunce nei confronti della ex convivente e il 26 settembre in tribunale a Lucca si discuterà la lista dei reati di cui la mia ex è indagata ed io e i bambini parti offese: maltrattamenti in famiglia, minacce, atti persecutori, lesioni, ingiurie. Io stesso sono stato vittima di lesioni fisiche gravissime da lei provocate come il 26 marzo 2013 quando mi ha fatto cadere da una scala e mi sono fratturato 4 vertebre, due costole e il bacino».
Procedimenti archiviati. Ma la versione dei fatti dell’ex assessore di Altopascio non collima con quanto accadrà il 26 settembre davanti al giudice. Nel capo d’imputazione formulato daI pm Sara Polino a comparire è il solo Alessandro Bianchi accusato di atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Nel periodo che va dall’agosto 2012 all’ottobre 2013 tra Altopascio (dove è dimorante il medico) e Pescia (dove la donna, che lavora come hostess in un locale della Versilia, risiede con il padre) «Bianchi - si legge nel capo d’imputazione - avrebbe minacciato, percosso, molestato e ingiuriato la ex convivente con pedinamenti, inseguimenti con l’auto, rifiuti ingiustificati di affidarle o restituirle i bambini, danneggiamenti dell’autovettura, ingiuriandola e percuotendola anche sul luogo di lavoro». E per l’avvocato Sabrina Serroni ci sarebbe anche altro: «Violenze, offese e minacce avvenute anche in presenza dei figli minori con il genitore che ha omesso di versare le somme dovute a seguito dell’ordinanza del tribunale per i minorenni di Firenze sottraendosi agli obblighi di assistenza. Per quanto riguarda l’episodio delle ipotetiche lesioni provocate dalla mia assistita il 26 marzo 2013 faccio presente che il pm Sara Polino ha ottenuto l’archiviazione del procedimento chiedendo di trasmettere copia degli atti per calunnia».
Il gip nega il provvedimento. La stessa applicazione della misura di prevenzione era stata richiesta al gip del tribunale di Lucca nei confronti del veterinario. Ma per due volte era stata respinta in base al criterio di reciprocità visto che le denunce venivano da entrambi ed erano praticamente speculari.(l.t.)
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