Il Tirreno

Lucca

Nessuna collusione al teatro del Giglio, inchiesta archiviata

di Luca Tronchetti
Nessuna collusione al teatro del Giglio, inchiesta archiviata

Non emergono reati dall’incrocio dei tabulati telefonici, dagli atti acquisiti e dai testimoni sentiti dalla sezione di pg

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LUCCA. Archiviazione. Non hanno portato ad alcuna incriminazione i necessari accertamenti disposti dalla procura dopo la presentazione di un esposto-denuncia da parte del consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Daniela Rosellini, e le notizie riportate da alcuni quotidiani legate a presunte irregolarità di carattere penale nei criteri di scelta che portarono alla nomina di Manrico Ferrucci come direttore generale del teatro del Giglio. Un controllo di legalità certosino quello dell’ufficio del pubblico ministero. Il fascicolo è sempre rimasto senza indagati. Atti relativi. La pg dei carabinieri in servizio in procura dal 30 ottobre 2013 ad oggi ha compiuto una serie di atti per verificare se sono state commessi reati.

Acquisizione atti. La polizia giudiziaria ha acquisito tutti gli atti del concorso: dallo Statuto del teatro del Giglio al bando di concorso per la nomina di direttore generale con la composizione e i criteri di scelta dei membri di commissione.

Audizioni testimoni. I carabinieri i hanno ascoltato, in veste di persone informate dei fatti (e quindi non indagate visto che non era richiesta la presenza dell’avvocato) il consigliere comunale pentastellato Daniela Rosellini proseguendo con la segretaria comunale Sabrina Pezzini, gli esponenti della commissione esaminatrice e i membri dell’allora Cda del teatro del Giglio, il direttore generale pro tempore Graziano Angeli e il vincitore del concorso, Manrico Ferrucci, 60 anni, vice presidente della Fondazione Piaggio di Pontedera e dipendente della Fondazione Teatro di Pisa.

Tabulati telefonici. Sono stati esaminati anche i tabulati telefonici incrociati dei vari soggetti protagonisti del concorso senza che siano emerse collusioni o comunque sospetti tali da poter iscrivere qualche persona nel registro degli indagati. E alla fine la procura ha deciso di non sentire l’avvocato Giuseppe Toscano, presidente della commissione concorso, su cui ruotava l’intera indagine in base all’articolo 6 della legge Severino. Visti i rapporti tra il professionista, già presidente della Fondazione Teatro di Pisa, e il vincitore del concorso Ferrucci, ex responsabile marketing della stessa Fondazione, Toscano avrebbe dovuto astenersi dal giudicarlo. Ma lo stesso legale nell’ottobre 2013 a «Il Tirreno» dichiarò che «dal punto di vista giuridico non c’erano elementi ostativi e sul piano dell’opportunità avevo offerto le mie dimissioni al presidente Scacchiotti che le respinse». Se la procura avesse riscontrato una violazione della Severino avrebbe dovuto iscrivere Toscano nel registro degli indagati e sentirlo in tale veste. Così non è andata. E la procura si prepara a chiedere al gip l’archiviazione.

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