Sicurezza
Ercolini agli abitanti «Mini inceneritore inutile e dannoso»
ZONE. «Sarebbe come realizzare un piccolo inceneritore che brucia rifiuti. Non è un progetto che un comune, come quello di Capannori, che dice di aderire all’iniziativa “Rifiuti Zero” può avallare....
ZONE. «Sarebbe come realizzare un piccolo inceneritore che brucia rifiuti. Non è un progetto che un comune, come quello di Capannori, che dice di aderire all’iniziativa “Rifiuti Zero” può avallare. Ho espresso i miei dubbi all’allora candidato a sindaco Luca Menesini già in primavera, prima delle elezioni».
Davanti ai residenti di Zone, Rossano Ercolini, esponente di Ambiente e Futuro e premio Goldman 2013 (ha incontrato, proprio per la sua attività a difesa dell’ambiente, anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama) ha ribadito la sua contrarietà all’impianto di carbonizzazione idrotermale che un’azienda privata, la Gielle Srl, vorrebbe realizzare a Salanetti.
Ercolini, da sempre vicino ai temi dell’ambiente, ricostruisce la vicenda a partire dal dicembre 2013, quando per la prima volta fu chiamato a esprimere un parere su un impianto che lui sottolinea con forza non avere niente a che fare con li compostaggio.
La platea ascolta con attenzione. La gente è confusa dalle informazioni arrivate negli ultimi giorni e dai botta e risposta degli esponenti politici locali chi sostanzialmente a favore, chi decisamente contrari alla realizzazione dell’impianto. All’assemblea erano presenti il presidente del comitato paesano di Zone, Maurizio Centoni, l’insegnante in pensione Giancarlo Mungai, anche lui del comitato, e gli abitanti della piccola località, che per anni si è opposta al compostaggio a Salanetti.
Tra loro, anche due consiglieri comunali: Mauro Celli e Giada Martinelli, esponenti di “Insieme si può”.
«Fin da subito, quando mi venne illustrato il progetto, in dicembre, ebbi qualche dubbio – spiega Rossano Ercolini – si parlava di bio-carbone, che però poi sarebbe stato bruciato. Perché bruciarlo? Perché non reimmetterlo nel terreno per fertilizzarlo? Chiesi approfondimenti, ma non mi vennero forniti».
Passano i mesi e il progetto torna a galla nella Primavera 2014 quando Ercolini ha modo di parlarne con Luca Menesini, sottolineando ancora una volta che l’impianto è ben lontano dal compostaggio che servirebbe al comune di Capannori per chiudere il ciclo dei rifiuti basato sulla raccolta “porta a porta” spinta.
«Nel frattempo - prosegue l’ex esponente dei Verdi e ora di Ambiente e Futuro - ho approfondito, con la conferma che la tecnica sulla quale si basa il progetto è quella della pirolisi. Previsti anche i fanghi tra i rifiuti da bruciare. Insomma, non bio-carbone, ma materiale derivato da rifiuti che sono ben diversi dall’organico di qualità prodotto dalla raccolta “porta a porta” e che possono causare rischi sanitari. Ecco perché chiediamo al comune di Capannori di dare parere contrario in conferenza dei servizi».
Un invito che «Ambiente e Futuro» ribadirà ancora domani nell’assemblea pubblica (nella sala riunioni del comune di Capannori) alla quale chiama tutti i capannoresi a partecipare.
Intervenendo durante il dibattito, Celli e Martinelli chiedono con forza un consiglio comunale straordinario dedicato al progetto.
«Temiamo che la questione sia scappata di mano all’amministrazione comunale. – dice Mauro Celli – Rimangono soltanto venti giorni per presentare le osservazioni. Se il sindaco Luca Menesini sapeva del progetto già in primavera, perché non si è confrontato con la cittadinanza? Perché, per mesi, niente è trapelato? Nemmeno il presidente della commissione urbanistica, Guido Angelini, ne sapeva niente. Perché?». Domande che attendono una risposta.
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