Il Tirreno

Lucca

Cure intermedie, oggi i primi pazienti

di Luca Cinotti
Cure intermedie, oggi i primi pazienti

Apre il nuovo servizio nell’edificio C del Campo di Marte: ecco come funziona e quali sono i criteri per accedervi

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LUCCA. Ci sono le rose nei vasi appoggiati sui tavolini, i letti pronti e la postazione infermieri allestita. Al primo piano dell’edificio C del Campo di Marte mancano solo i pazienti. I primi due arriveranno oggi, poi domani altri due. Saranno queste quattro persone a inaugurare l’unità di cure intermedie realizzata nell’ex ospedale. O, meglio, a inagurare il primo modulo da 14 letti: altri 14 saranno aggiunti in un secondo momento, probabilmente nella prima metà del prossimo anno.

Luigi Rossi, responsabile della zona-distretto, controlla i piccoli ritocchi ancora da fare: qui un cartello da staccare, là un monitor da far portare via. Oggi sarà tutto pronto per accogliere i primi pazienti, che arriveranno dopo la dimissione dal San Luca: l’assistenza sarà garantita da infermieri e Oss lungo tutto l’arco della giornat, con la presenza dei medici di famiglia. Si tratta di dieci professionisti che si occuperanno di questa nuova struttura ma, ovviamente, ogni paziente potrà essere seguito anche dal suo medico.

D’altra parte, proprio l’intesa con i medici di medicina generale è necessaria per il funzionamento di questa struttura. Che, lo ricordiamo, nasce per accogliere pazienti che perlopiù arrivano da dimissione ospedaliera, che spesso sono anziani e che, per motivi sanitari o logistici, non possono essere riportati a casa.

I canali per l’accesso alle cure intermedie sono due. Il primo è, appunto, quello ospedaliero. In questo caso il medico che firma la dimissione segnala il caso indicandolo come potenziale paziente delle cure intermedie. In un secondo momento è il Pua-Coad (il punto unico di accesso che regola l’assistenza nel distretto) a valutare se i requisiti sono rispettati.

La seconda possibilità è quello di un ricovero richiesto direttamente dal medico di famiglia per pazienti che non hanno un problema acuto che richieda un letto d’ospedale ma che, d’altra parte, necessitano di trattamenti da eseguire in ambiente protetto. Anche in questo caso è il Pua-Coad a valutare se tutti i parametri sono rispettati e se si può dare il via all’ingresso del paziente.

Le stanze delle cure intermedie sono allestite con tre o due letti, per essere modulate a secondo della presenza di donne e di uomini. L’aspetto esteriore è simile a quello di una classica corsia di ospedale, ma in realtà ci sono differenze importanti: chi si trova ricoverato, infatti, è in gran parte autosufficiente e può muoversi. Per questo è stato allestito un salottino con televisione (e un altro del tutto simile sarà preparato in un prossimo futuro) e non c’è un orario definito per il “passo”. Il servizio di ristorazione è effettuato a cura dell’Alisea.

La degenza indicativa per i pazienti in questa struttura è di 15 giorni: anche in questo caso si tratta di una via di mezzo fra l’ospedale per acuti e la lungodegenza. Anche per l’Asl si tratta di una sorta di “esperimento”: le altre unità di cura intermedie (Marlia e Altopascio) sono infatti inserite all’interno di strutture sanitarie che offrono altri servizi e che già sono attive. Lucca, invece, sarà “autosufficiente”, almeno fino all’apertura della “Casa dell salute”. Anche per questo, tutto sommato, non è poi un grande problema il fatto che si parta oggi con metà dei letti che saranno disponibili a regime.

Scelta, peraltro, obbligata: la gara per affidare il servizio dei posti è in corso. E con queste procedure si sa sempre quando si inizia e mai quando finisce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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