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Lucca

Pierin-Borzacchini saluta in cattedrale

Pierin-Borzacchini saluta in cattedrale

Alle 16,30 le esequie dell’urbanista scrittore. Tanti i messaggi di cordoglio: «Perdiamo una mente rara»

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LUCCA. Si terranno oggi alle 16,30, nella cattedrale di S. Martino, i funerali di Giorgio Marchetti, l’urbanista-scrittore deceduto domenica nella sua casa di Viareggio dopo aver finito e inviato i pezzi attesi dalla redazione de Il Tirreno per i suoi “Borzacchini” e “Pierin Lucchese”.

Da ieri, quando la salma è arrivata all’obitorio dell’ospedale Campo di Marte, una vera e propria folla di amici, conoscenti, semplici estimatori ha voluto porgere l’ultimo saluto all’uomo che con la sua intelligenza e la sua arguzia ha appassionato e divertito per tanti anni i lettori del nostro giornale e la vasta platea delle persone che hanno fatto un cult dei suoi libri, in particolare della fortunata serie dei “Dizionari del Borzacchini” o dei quaderni di “Pierin Lucchese”.

Oggi la cattedrale sarà gremita. Intanto continuano ad arrivare messaggi di cordoglio.

Scrive il sindaco, Alessandro Tambellini:

«Marchetti è stato un uomo dalla personalità poliedrica, esuberante, dalla battuta fulminea e fulminante. Molti lo ricorderanno per Pierin Lucchese, per il professor Ettore Borzacchini, per l’immaginifica Accademia della crusca e dei semi di lino, per la collaborazione con Il Vernacoliere e la satira condotta con grande intelligenza. Ma Giorgio Marchetti è stato soprattutto architetto e urbanista, ha lavorato lungamente sui temi della programmazione del territorio e dell’evoluzione della città e ha sollevato dibattiti pungenti, come era nel suo carattere di coscienza critica, sia nell’ambito della vita civile che culturale».

Aggiunge il presidente della Provincia, Stefano Baccelli: «La scomparsa di Giorgio Marchetti lascia un grande vuoto nella comunità lucchese che da ieri è più povera di arguzia, cultura e intelligenza. Con lui se ne va un grande professionista, un raffinato urbanista, un architetto stimato e apprezzato a livello nazionale di cui la Provincia, negli anni, ha potuto avvalersi per alcuni importanti progetti. Con lui se ne va un intellettuale veramente a tutto tondo, mai saccente, mai scontato. Le sue riflessioni, che provenissero dalle pagine di un quotidiano o da un rapido scambio di battute in un contesto più o meno informale, avevano la capacità di arrivare al cuore delle questioni, con lucidità, senso civico e dissacrante ironia. Nel 2003 la Provincia l'ha voluto insignire con la Pantera d'Oro, riconoscendo il valore della sua satira grazie alla quale - con la leggerezza di chi ha radici salde e profonde - ha offerto a tutti noi un punto di vista insolito e spiazzante, fondamentale per comprendere la realtà locale ma anche la nostra storia, di lucchesi e di toscani».

L’ex vicesindaco e compagno di scuola Franco Fabbri scrive: «A Giorgio sono stato legato da un'amicizia fraterna, un'antica amicizia di una vita nata sui banchi della scuola elementare, che nasceva da interminabili giochi nei nostri giardini confinanti, dal rapporto leale e prezioso tra il mio ruolo politico amministrativo e il suo incarico di illuminato urbanista e uomo di cultura che ha svolto nel nostro comune. Una vicinanza con Giorgio fino a pochi giorni fa seduti al solito tavolo del solito bar a Viareggio (che lui chiamava il suo ufficio estivo) con i bellissimi ricordi e le risate di sempre».

Commosso anche il promoter Andrea Colombini: «Perdiamo un uomo educato, colto, ironico, squisito e arguto. Uno spirito libero e sapiente, una mente libera e infuocata, un uomo divertente».

Messaggi infine sono arrivati dall’amico Moreno Coturri, segretario del Psi, dalla promoter Daniela Bartolini, dallo scrittore Alessandro Bedini, dal consigiliere regionale Giuseppe Del Carlo, e da Virgilio Papini. Tantissimi anche i telegrammi arrivati ai familiari, i figli Elena ed Edoardo, per i quali nutriva - ricambiato - un amore raro, e la moglie Maria Flavia con la quale viveva praticamente in simbiosi.

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