Il Tirreno

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ghivizzano

In 1.500 per “Norcini a Castello”

Tutto esaurito per la manifestazione nel paese vecchio

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GHIVIZZANO. Oltre 1.500 biglietti polverizzati in poche ore, mass media ed esperti giunti da ogni parte d'Italia, un borgo vestito a festa e code chilometriche nei vari punti degustazione disseminati per le vie del paese.

Ancora una volta, la manifestazione "Norcini a castello", svoltasi domenica a Ghivizzano Alto, ha colto nel segno. Complice anche la bella giornata di sole, da tutta la Toscana sono giunti in Mediavalle centinaia di cultori e semplici curiosi che hanno potuto gustarsi le zuppe, polente ed affettati preparati e serviti nelle nove "stazioni" disseminate nelle cantine e nei vicoli del Castello.

L'evento, organizzato dall'Antica Norcineria di Ghivizzano assieme al Presidio Slow Food della Valle del Serchio e l'amministrazione comunale, ha consentito di valorizzare anche il paese vecchio, che si è riempito in poche ore di gente giunta lì per la prima volta. Un ottimo veicolo per il turismo locale, che ha messo in mostra l'eccellenza della gastronomia della Valle: biroldo, prosciutto bazzone, manzo di pozza, polenta col pecorino, zuppa di farro Igp, e altre specialità.

Gran lavoro anche per gli autisti delle due navette che hanno fatto costantemente la spola tra la stazione ferroviaria di Ghivizzano - Coreglia (dove tra l'altro è giunto un treno speciale partito da Viareggio), e affari anche per le aziende artigianali che hanno animato il mercatino per le vie del paese: «Siamo soddisfatti di vedere tanta gente - afferma Elso Bellandi junior dell'Antica Norcineria -, perché eventi come questi servono a mettere in mostra il meglio che può offrire questa zona. Ancora una volta, l'idea di unire storia, gastronomia e iniziative storiche ha funzionato. La manifestazione ha superato i confini locali, e questo ci riempie di grande soddisfazione, perché conferma che la gente apprezza questi prodotti e apprezza un lavoro di squadra partito anni fa e che nel tempo ha portato anche alla realizzazione di migliorie importanti per il paese, ma non solo».

Per tutta la mattinata, poi oltre al corteo storico di figuranti in costume, è stato possibile visitare la ristrutturata Torre di Castruccio, simbolo di Ghivizzano che il recente restauro ha riportato all’antico splendore. Una prova in più - ce ne fosse ancora bisogno - di come il binomio fra cultura e gastronomia possa essere una carta fondamentale da giocare per tutta la provincia e, in particolare, per la Valle del Serchio, che di punti di attrazione per i palati più fini può vantarne davvero tanti. (n.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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