Il Tirreno

Lucca

«Aver cura dell’educazione, amare la scuola»

«Aver cura dell’educazione, amare la scuola»

Messaggio del vescovo Castellani a insegnanti, allievi e loro famiglie. «Disposto a venire da voi»

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LUCCA. Gli auguri «per un fecondo anno scolastico» agli allievi e alle loro famiglie arriva direttamente dal vescovo Italo Castellani, alla vigilia della prima campanella per l’anno scolastico 2014-2015. Il quale, allo stesso tempo, si mette a disposizione di tutte le scuole, le classi che vorranno invitarlo.

«Il dialogo iniziato con quanti sono impegnati, a vario titolo, nell’ambito della scuola mi offre l’opportunità, per esprimere un sincero augurio per l’inizio del nuovo anno scolastico, e per riflettere su alcuni aspetti che considero rilevanti e che Papa Francesco, nell’indimenticabile incontro con la scuola italiana a cui ho partecipato con circa 1500 studenti, insegnanti e genitori lucchesi il 10 maggio scorso, in Piazza S. Pietro, ha rilevato», dice monsignor Castellani.

Il quale si sofferma, in particolare, su tre aspetti che debbono, a suo parere, contrassegnare la vita degli studenti, delle famiglie e della scuola nel suo complesso.

«Aver cura dell’educazione ovvero sviluppare il senso del vero, del bene, del bello» è il primo. «Se - come ha affermato Papa Francesco - una cosa è vera, è buona ed è bella; se è bella, è buona ed è vera; e se è buona, è vera ed è bella», dice il vescovo di Lucca, sostenendo quindi che «l’educazione, porta, cioè, alla comprensione dei fenomeni, del perché delle cose, del mondo e che va oltre una semplice trasmissione di saperi, richiede insegnanti e educatori appassionati e competenti, tempi dilatati, relazioni autorevoli e positive tra adulti - adolescenti e giovani».

Monsignor Castellani si sofferma poi sull’interesse e quindi l’amore per la scuola. «Non si tratta di una frase o di uno slogan ad effetto - sottolinea - ma di una finalità irrinunciabile su vari piani: culturale, civile e sociale. Appassionarsi e voler bene alla scuola significa riconoscerne alcuni caratteri distintivi, tra i quali, quelli di essere un ambiente educativo di apprendimento e di formazione delle future generazioni; uno spazio dov’è possibile praticare l’accoglienza e vivere l’inclusione; un luogo, dove si è chiamati a vivere la corresponsabilità educativa tra docenti - famiglie e altri soggetti presenti nel contesto locale».

È importante, aggiunge, «guardare alla scuola sia come sistema d’istruzione e formazione del nostro Paese, sia come concreta realtà storico-culturale quale bene di tutti e di ciascuno, effettiva risorsa e non solo problema per rispondere alle urgenze poste dalla nostra epoca, per l’educazione e la formazione delle nuove generazioni, operando in previsione della sua effettiva e concreta valorizzazione, del suo progressivo rinnovamento, della piena attuazione della libertà di educazione, istruzione e formazione, promuovendo collaborazioni sinergiche e continue tra enti e istituzioni».

In ultima analisi, Castellani parla dell’assumersi « in prima persona la responsabilità delle scelte. La scuola è una comunità che opera all’interno di altre comunità, civili, culturali, religiose… o in sinergia con esse. In un ambiente che concorre alla determinazione del bene comune, è parte essenziale il benessere delle relazioni tra le persone che vivono nella scuola: insegnanti, studenti, dirigenti, personale non docente, famiglie. Compito degli adulti è cercare di leggere i bisogni per migliorare sia il rapporto tra i singoli, sia la scuola stessa, istituzione cui è affidato il compito di rilanciare una proposta culturale forte attraverso un preciso itinerario formativo. Per questo è doveroso assumersi la responsabilità delle scelte da attuare in atteggiamenti, comportamenti, stili e metodi che rendano espliciti e praticabili la condivisione dei bisogni altrui, assumendo il punto di vista dell’altro».

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