Il Tirreno

Lucca

Un architetto nel repertorio dell’Accademia della Crusca

Giorgio Marchetti era, sì, il Borzacchini. Ma nella sua vita è stato anche tante altre cose, una sorta di uomo del Rinascimento trasportato nel Novecento e negli anni Duemila in grado di tenere...

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Giorgio Marchetti era, sì, il Borzacchini. Ma nella sua vita è stato anche tante altre cose, una sorta di uomo del Rinascimento trasportato nel Novecento e negli anni Duemila in grado di tenere insieme il rigore dell’architetto e la sottile sapienza di una scrittura impareggiabile.

Nato a Lucca da genitori livornesi, cresce e si forma nella nostra città.

E, ovviamente, frequenta quel liceo classico “Nicolò Machiavelli” (il «secondo d’Italia») al quale dedicherà nel 1998 uno dei suoi libri più amati, “Il grande Milvio”, rieditato lo scorso anno. Si iscrive poi alla facoltà di architettura dell’università di Firenze. Dopo la laurea aveva lavorato soprattutto nel settore dell’urbanistica e dell’ambiente, arrivando a ricoprire (dal 1994 al 2005) la carica di membro del Consiglio nazionale degli architetti, oltre che di presidente della sezione italiana dell’Unione internazionale degli architetti.

In parallelo alla sua professione ha portato avanti la collaborazione con molti giornali: oltre al Tirreno (come viene raccontato ampiamente nel pezzo sotto) ha scritto per Il Giornale, Focus e Il Vernacoliere, con il quale romperà clamorosamente nel 2002. Ha vinto due volte il premio della satira di Forte dei Marmi e nel 2003 la Provincia di Lucca lo insigni di un “Premio alla carriera per la satira - Pantera d’oro”.

I dizionari del Borzacchini sono nel repertorio dell’Accademia della Crusca e alla sua opera è stata dedicata una sessione di un seminario all’Università del North Carolina, negli Stati Uniti.

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