Proteste
Ma l’istituzione ora rischia il declassamento
«La storia della città non lo merita. Né lo merita lo stesso Archivio, che possiede uno dei più importanti Fondi notarili al mondo». L’ex direttore Giorgio Tori non ci sta. E approfittando dell’inaugu...
«La storia della città non lo merita. Né lo merita lo stesso Archivio, che possiede uno dei più importanti Fondi notarili al mondo». L’ex direttore Giorgio Tori non ci sta. E approfittando dell’inaugurazione delle nuove sale nella sede distaccata dei Macelli, scende in campo in difesa dell’Archivio di Stato. Sul quale pende il rischio di un declassamento, che lo priverebbe della figura dirigenziale, oltreché di finanziamenti e di un ricambio nel personale. «Al momento – spiega l’attuale direttore Elisabetta Piccioni – le voci si rincorrono, ma della ventilata riforma non abbiamo ancora visto niente di scritto. Quel che si ipotizza, però, è sufficiente per destare preoccupazione». Eppure proprio grazie a fondi statali fu comprata la sede dei Vecchi Macelli, poi ristrutturata con una spesa di oltre 8 milioni di euro, sempre da parte dello Stato. L’intervento di riassetto, nel quale è compresa anche la sistemazione delle nuove sale, è stato poi concluso con il contributo della Fondazione CdR Lucca, che ha stanziato circa due milioni di euro. (p.t.)
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