Fi chiede di chiarire le regole sulle sagre
LUCCA. «Valorizzare le sagre del nostro territorio con regole precise a tutela dei consumatori e dei comitati promotori delle stesse». È la posizione espressa da Marco Martinelli, presidente del...
LUCCA. «Valorizzare le sagre del nostro territorio con regole precise a tutela dei consumatori e dei comitati promotori delle stesse».
È la posizione espressa da Marco Martinelli, presidente del gruppo di Forza Italia Lucca, in merito alla questione sollevata da Fipe Confcommercio sulla necessità di regolamentare le modalità di svolgimento delle sagre, l’offerta contenuta nei menu, i luoghi e la durata delle manifestazioni.
«È necessario - dichiara ancora Martinelli - che l'amministrazione comunale apra un tavolo di concertazione invitando i rappresentanti delle categorie economiche e i rappresentanti dei comitati organizzatori delle sagre presenti sul nostro territorio al fine di redigere insieme un disciplinare che regoli queste manifestazioni. Valorizzare - continua - i prodotti tipici del nostro territorio, determinare la non sovrapposizione temporale delle sagre nello stesso comune e creare un cartellone unico che possa essere promosso e pubblicizzato per tempo in modo da attirare anche un turismo enogastronomico, possono sicuramente essere punti di partenza validi per garantire qualità ed un giusto ed equilibrato svolgimento delle manifestazioni. Tutto questo è possibile e fattibile- conclude - se viene creata una sinergia tra chi organizza le manifestazioni con le categorie economiche e l'amministrazione».
L’invito alla concertazione tra amministrazioni, categorie e comitati organizzatori delle sagre è stata avanzata in prima istanza da Benedetto Stefani, presidente provinciale di Fipe Confcommercio. La Fipe infatti tornerà alla carica anche con le amministrazioni locali per riproporre la bozza di un disciplinare da applicare per regolamentare lo svolgimento delle sagre sui singoli territorio comunali. Il primo punto è di limitare l’offerta dei piatti nel menu: il concetto è che la sagra nasce per promuovere un solo prodotto tipico, quindi, secondo la Fipe, sono inaccettabili menu troppo ampi, che in pratica trasformano la sagra in ristorante.
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