Il dolore
Controllo di vicinato anche in Garfagnana
CASTELNUOVO. La guardia è di nuovo alta. Non tanto perché i due furti e il tentativo avvenuti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro a Camporgiano e a Giuncugnano siano opera di...
CASTELNUOVO. La guardia è di nuovo alta. Non tanto perché i due furti e il tentativo avvenuti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro a Camporgiano e a Giuncugnano siano opera di professionisti del crimine. Ma perchè è ancora vivo il ricordo del furto trasformatosi in rapina e in omicidio dell’ex poliziotto Ugo Canozzi a Castagnola di Minucciano. E poi in una zona poco battuta dai ladri tre reati predatori a breve distanza l’uno dall’altro sono vissuti con angoscia dalla popolazione. Logico che i controlli dei carabinieri - guidati dal capitano Paolo Volonté - sono aumentati e le pattuglie in servizio sul territorio che operano di giorno e soprattutto di notte raddoppiate. L’impressione è che vi sia una piccola gang composta da albanesi o romeni - con basista in Alta Garfagnana - che agisce in base a precise segnalazioni colpendo in case disabitate (di proprietà di turisti che vengono soltanto in certi periodi dell’anno) o vuote perché i proprietari sono a lavoro o al bar. A Camporgiano ad esempio i ladri hanno approfittato della porta lasciata aperta per entrare e rubare alcuni oggetti fuggendo poi con una vecchia Bmw del padrone di casa che aveva lasciato la berlina sulla strada e con le chiavi inserite nel cruscotto. Oppure a Giuncugnano dove i ladri erano entrati di sera, approfittando dell’assenza del padrone di casa, rubando una borsa e alcune centinaia di euro.
Controllo di vicinato. Sulla falsariga di quanto avviene già a Montecarlo o a Seravezza e dopo l’avvio dell’esperimento ad Arsina e San Concordio di Moriano l’idea di applicare il controllo di vicinato anche in alcuni comuni a rischio dell’Alta Garfagnana sta prendendo piede giorno dopo giorno. Unica differenza rispetto agli esperimenti pilota riguarda la morfologia dei territori in questioni. La polverizzazione delle case a Giuncugnano, Camporgiano o Minucciano rende più complessa l’applicabilità del metodo. Ma occorre tener presente che in quei territori la gente si conosce tutta (molti sono parenti tra loro) e la presenza di auto o persone estranee balza subito all’occhio e permette agli indigeni di avvisare immediatamente la centrale operativa. (l.t.)
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