Il Tirreno

Lucca

Sentinelle di paese contro i furti, è la "sicurezza partecipata"

di Luca Tronchetti
Sentinelle di paese contro i furti, è la "sicurezza partecipata"

Intesa tra prefettura, Comune di Lucca e forze dell’ordine per il "controllo di vicinato". Verrà scelto un referente per ogni comunità a cui cittadini dovranno segnalare problemi e sospetti

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LUCCA. Prendere il meglio dagli altri Paesi per garantire una maggiore sicurezza ai cittadini lucchesi. Uno slogan che calza a pennello con il protocollo d’intesa elaborato d’intesa tra prefettura-comune e forze dell’ordine nel tentativo di ridurre al minimo l’odioso fenomeno de furti, spesso trasformatisi in rapine, all’interno delle abitazioni. Una vera e propria emergenza che carabinieri e polizia da soli non riescono a debellare. Che fare? Il rimedio proposto è datato anni Sessanta e nei paesi anglosassoni ha funzionato al punto tale che, specie in Canada e Australia (nazioni poco densamente popolate), la prevenzione che ha visto protagonisti gli stessi cittadini ha portato ad un calo dell’80% dei reati accrescendo a dismisura la percezione di sicurezza nei cittadini.

Assunzione di responsabilità. Con il controllo di vicinato la partecipazione dei cittadini al bene pubblico della sicurezza è massima nei centri abitati. E non riguarda soltanto la prevenzione di furti, rapine e spaccio di droga, ma anche la prevenzione di tutti i comportamenti antisociali che producono forme di degrado urbano. «Le forze di polizia non possono militarizzare il territorio e così sono gli cittadini ad impegnarsi in prima persona affinché nella loro frazione, nella loro corte, nella loro comunità si formi una rete di muto soccorso capace di comunicare ogni informazioni utile che desti allarme o sospetto a carabinieri, polizia e vigili urbani in modo che l’intervento sia tempestivo e mirato» spiega il colonnello Stefano Fedele, comandante del Gruppo carabinieri.

Il coordinatore. Un progetto - quello della sicurezza partecipata - che si inserisce in percorsi partecipativi già avviati dall’amministrazione. Un modo per favorire il senso di comunità nelle piccole e medie realtà. Per ciascun gruppo di cittadini sarà individuato un referente a cui i concittadini potranno segnalare eventuali criticità del territorio o tutto ciò che potrebbe suscitare sospetto. E il referente sarà a contatto diretto con le forze dell’ordine che suggeriranno piccoli accorgimenti o interverranno nell’immediatezza. Saranno le assemblee pubbliche territoriali, a cui parteciperanno anche le forze di polizia, a sensibilizzare la cittadinanza e fornire istruzioni operative per l’avvio del progetto contribuendo a instaurare un rapporto costante con i «coordinatori» - sia quelli scelti tra i residenti che all’interno di polizia e carabinieri. Un progetto sperimentale che dovrebbe estendersi anche ad altre frazioni.

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