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Pulper a Frizzone, proposta irricevibile

Pulper a Frizzone, proposta irricevibile

Gli assessori Fornaciari e Solimando: «Il Comune di Porcari è contrario a impianti per trattare i rifiuti»

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PORCARI. No all’impianto di trattamento del pulper al Frizzone. Lo stop arriva dagli assessoriLeonardo Fornaciari e Sandro Solimando, rispettivamente con delega all’urbanistica e all’ambiente, che sottolineano come l’amministrazione targata Baccini abbia già trasmesso un parere negativo alla Provincia agli inizi dell’anno.

La documentazione riguardante il progetto consegnata agli uffici provinciali dalla 3F Ecologia Srl di Pietrabuona di Pescia prevede un impianto per il trattamento di rifiuti industriali non pericolosi nell’area ex Giomi (ora DS Smith), compresa tra l’autostrada e il canale Frizzone e la DS Smith.

L’impianto dovrebbe gestire circa 98 tonnellate al giorno lavorabili. Il trattamento del pulper previsto è di tipo “fisico”, volto a separare i vari componenti contenuti nel pulper stesso alla fine del processo di produzione della carta.

«Ormai da diversi anni – esordisce Solimando – la politica ambientale del Comune di Porcari è indirizzata in senso contrario alla nascita di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti di qualunque tipo essi siano. Il nostro atteggiamento, a oggi, non è assolutamente cambiato e rimaniamo quindi fermi sulla nostra posizione fortemente contraria all’avvio di eventuali nuovi processi di lavorazione di scarti industriali, sia in forma di incenerimento e trattamento termico che di selezione per la “valorizzazione” dei rifiuti». Dello stesso parere l’assessore all’urbanistica.

«Non nascondo la mia sorpresa – aggiunge Fornaciari – nel leggere una notizia relativa alla volontà di costruire un impianto per il trattamento del pulper. Per quanto di competenza del Comune di Porcari la pratica è stata evasa con un parere negativo trasmesso all’ufficio ambiente della Provincia il 7 gennaio 2014. Condividendo pienamente le considerazione dell’assessore all’ambiente – precisa il responsabile all’urbanistica – e ribadisco che l’immobile oggetto del progetto ha destinazione urbanistica di tipo “commerciale, direzionale e turistico- ricettiva”. Pertanto la richiesta di attivare questo tipo di lavorazione non è assolutamente accoglibile dal punto di vista tecnico. Oltre agli aspetti tecnici, in ogni caso, confermo la nostra convinta e totale contrarietà a questo tipo di insediamenti».

Arianna Bottari

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