Il Tirreno

Lucca

Arrestato dopo il pestaggio allo stadio

di Luca Tronchetti
Arrestato dopo il pestaggio allo stadio

Al rientro dalle ferie trova i carabinieri: quattro mesi fa ruppe la mandibola a uno studente che assisteva a una partita

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LUCCA. Un cazzotto rifilato a tradimento mentre lui era voltato e non poteva neanche difendersi. Nel pugno chiuso una cintura arrotolata con fibbia metallica per fare ancora più male. Quel colpo sferrato con violenza ha segnato la vita di Matteo Augello, 20 anni, studente, residente con la famiglia ad Antraccoli. Mandibola devastata: prognosi di 40 giorni successivamente corretta a 58. Il ragazzo venne sottoposto a un delicato intervento chirurgico per ricomporre la frattura. L’operazione riuscì, ma i segni della barbara aggressione rimasero indelebili: due placche metalliche. Quella violenza gratuita avvenne nel pomeriggio di sabato 26 aprile al campo sportivo «Nannizzi» di S. Quirico di Moriano a dieci minuti dal termine di una partita di Terza Categoria tra la formazione del Ponte a Moriano e quella del Pontecosi. Un match come tanti che si giocano nei campionato minori: senza problemi di ordine pubblico o di sicurezza. Per i carabinieri di Ponte a Moriano, almeno inizialmente, non è stato semplice ricostruire l’accaduto. Tra chi non aveva visto e chi non ricordava ci sono voluti una decina di giorni per prendere a verbale i testimoni. E al termine dell’indagine, ad inizio agosto, il sostituto procuratore Aldo Ingangi ha chiesto e ottenuto dal giudice Giuseppe Pezzuti un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del presunto autore dell’aggressione mentre per un’altra persona è scattata la denuncia a piede libero sempre per le lesioni gravissime.

Arresti domiciliari. I carabinieri di Ponte a Moriano, guidati dal maresciallo Marco Coppi, martedì sera si sono presentati davanti alla porta di casa di Jionny Casali, 43 anni, nato a Voghera e residente a Saltocchio. Era appena tornato dalle ferie e non si aspettava di trovare i militari che gli notificavano l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per una vicenda avvenuta 120 giorni prima. Pensava di essersela cavata con una denuncia che invece è toccata all’altra persona individuata dai carabinieri tra i 6-7 pseudo tifosi entrati in contatto con i supporters del Pontecosi. Si tratta di un trentatreenne di origini salernitane e residente nel Morianese. Anche per lui l’accusa è di lesioni gravissime.

Dodici mesi di Daspo. Il questore ha disposto nei confronti dei due pseudo tifosi - in realtà, stando ai carabinieri, poco interessati alla partita e assolutamente distanti da gruppi ultras, ma «solamente» in preda ai fumi dell’alcol - il provvedimento del Daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) per un anno. Sino al settembre 2015 non potranno più entrare in un impianto sportivo. Casali e il suo amico entrarono al «Nannizzi» dieci minuti dopo l’inizio del match. Erano assieme ad altri 5-6 ultratrentenni e si avvicinarono ai 15 supporters del Pontecosi. Prima con toni minacciosi, iniziando ad inveire e poi, dopo che i ragazzi stavano uscendo, con il cazzotto alle sferrato alle spalle di Augello.

Il tifo per un amico. E dire che Matteo Augello è finito in ospedale con la mandibola rotta soltanto perché, assieme ad altri ragazzi, era andato ad applaudire un amico che gioca nella formazione gialloblù del Pontecosi. Voleva passare un sabato pomeriggio in compagnia degli amici (alcuni di loro compagni di scuola) e dall’inizio della stagione seguiva con passione la squadra della Garfagnana.

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