Il Tirreno

Lucca

Gli agriturismi pagano il dilagare dell’abusivismo

di Aurora Finocchiaro
Gli agriturismi pagano il dilagare dell’abusivismo

«Non sarebbe difficile individuare e perseguire chi lavora al nero e non rispetta le regole, ma non c’è la volontà»

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LUCCA. L’abusivismo? Una piaga che mette in crisi le attività regolari: tutti conoscono il fenomeno, che sarebbe facilmente contastabile. Ma non si vede questa volontà. Sono amare le considerazioni degli operatori dell’agriturismo, il comparto - insieme a quello delle case vacanza - più colpito dalla crescente presenza delle offerte al nero. Concorrenza sleale, evasione fiscale, rischi per la sicurezza di fatto vengono tollerati da chi, a parole, dice di volerli combattere.

Il risultato è che chi lavora al nero, utilizzando internet e altri canali, penalizza pesantemente le entrate di tutte le strutture regolarmente registrate, che devono avere alloggi e personale a norma, pagare le tasse e tanti altri balzelli, tra cui la tassa di soggiorno che viene proprio mal digerita.

Per essere in regola, ogni struttura deve seguire tutta una serie di prescrizioni, come ricorda la rappresentante dell'associazione agriturismi "La via delle pievi", Sara Larcher Rossi:

«Essendo la nostra una struttura dichiarata, abbiamo per legge degli obblighi da rispettare. Abbiamo normative sull'assicurazione e su ogni altro possibile aspetto dell’accoglienza».

I gestori degli agriturismi (e in generale di tutte le strutture ricettive) concordano sul fatto che gli interventi per combattere il fenomeno dell'abusivismo sono praticamente assenti.

Il ricorso all’offerta al nero è dilagante e in crescita anche perché non vengono attuate strategie e operazioni sistematiche di contrasto.

In proposito aggiunge ancora Rossi di "La via delle pievi": «Oggi con le tecnologie e i mezzi a disposizione non ci dovrebbero essere problemi per individuare gli abusivi. Non sarebbe un lotta difficile. La concorrenza nel nostro settore è grande, ma si dovrebbe avere tutti gli stessi doveri e gli stessi diritti, dovremmo giocare tutti rispettando le stesse regole».

C'è chi sostiene inoltre che per coloro che sono a norma regola ci siano ulteriori penalizzazioni.

Tra queste, la poco amata necessità di richiedere ai visitatori i pochi euro della tassa di soggiorno, giudicata poco opportuna per un momento di crisi come questo.

A detta di Giovanna Tronci, gestore dell'agriturismo "Fabbrica di S.Martino", «un balzello del genere non sarebbe stato da mettere in questo periodo, soprattutto non in una città di dimensioni ridotte come Lucca. Molti turisti si sono lamentati, hanno criticato molto. Con questo prelievo si levano di tasca ai turisti soldi che potrebbero spendere in r bar, negozi e ristoranti».

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