Proteste
A Frizzone un impianto per il pulper
La 3F Ecologia Srl di Pietrabuona di Pescia invia la documentazione alla Provincia per aprire vicino tra la DS Smith e l’A11
PORCARI. Un impianto per il trattamento di rifiuti industriali non pericolosi (pulper di cartiera) potrebbe essere presto realizzato al Frizzone, in territorio porcarese, nell’area conosciuta come ex-Giomi, oggi DS Smith. Da anni si parla nella Piana di un impianto per il trattamento di questo genere di scarto dell’industria cartaria, ma fino a ora nessuna proposta si era mai trasformata in realtà. Nelle scorse settimane, invece, la ditta 3F Ecologia Srl, con sede a Pietrabuona (Pescia), ha inviato tutta la documentazione necessaria alla Provincia, che ha pubblicato tutto sul suo sito internet. Il deposito della documentazione relativa alla domanda di attivazione delle procedure, con annessa richiesta di parere in materia ambientale risale all’ottobre 2013, quando il progetto è stato inoltrato a tutti gli enti interessati, dal Comune di Porcari alla Soprintendenza, passando per l’Ato Costa, l’Ato 2 e Autorità di Bacino.
L’area riguarda una sito industriale dismesso da anni, compreso tra la DS Smith e l’autostrada A11. Dallo studio preliminare ambientale si evince che l’impianto dovrebbe gestire una quantità di “98 tonnellate al giorno lavorabili, ma con la possibilità di uno stoccaggio temporaneo che può raggiungere le 4000 tonnellate suddiviso in 1300 tonnellate di pulper in entrata e 2700 tonnellate di rifiuto da smaltire in uscita. Questo stoccaggio temporaneo è una conseguenza di esigenze tecniche dovute ad eventuali interventi di manutenzione sulla linea di trattamento, per il pulper in ingresso, e a periodi di fermo del ricettore del rifiuto in uscita (per esempio il fermo del termovalorizzatore dove il rifiuto viene smaltito), si legge nella relazione allegata alla documentazione consegnata agli uffici provinciali. La procedura richiesta per ottenere i permessi è di tipo semplificato, in virtù del fatto che il progetto in questione non prevede interventi edilizi di nuova costruzione, ma solo interventi a un fabbricato industriale esistente (l’ex cartiera Giomi), che le quantità massima di rifiuti da trattare è inferiore a 100 tonnellate al giorno e che questi rifiuti dovrebbero arrivare per la maggior parte dalle cartiere della zona. Il trattamento del pulper è di tipo “fisico”, volto a separare i vari componenti contenuti nel pulper stesso alla fine del processo di produzione della carta: metallo, fibre e plastica, in particolare, e una parte da smaltire poi attraverso, per esempio, la termovalorizzazione, come accade anche adesso, ma senza il passaggio preliminare del recupero di alcuni componenti. Il pulper è uno dei “problemi” attorno al quale industriali del settore ed enti discutono da anni. Per molto tempo la discussione si è concentrata sull’”arco al plasma” (con un progetto da realizzare a poca distanza dall’area sulla quale dovrebbe sorgere l’impianto), ma forze politiche e civili si sono sempre fortemente opposte a qualsiasi forma di incenerimento e di trattamento termico dei rifiuti. Ora pare che l’approccio al problema sia cambiato, con il tentativo di “selezionare” e “valorizzare” il “rifiuto pulper”, per ottenerne materiali che possono essere riutilizzati o reinseriti nel processo produttivo.
Arianna Bottari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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