Attenzione
I bagni chimici? Non funzionano Protestano turisti e passanti
Chiusi i servizi tra via dei Bacchettoni e via Brunero Paoli nei pressi del frequentato parco giochi Nei festivi, quasi tutti chiusi i pubblici esercizi del circondario. Sarcasmo nei commenti dei visitatori
LUCCA. Che non ci siano bagni pubblici a sufficienza sulle mura urbane, è risaputo. Che quei pochi bagni chimici posti invece sotto il perimetro alberato siano invece chiusi gelosamente con dei lucchetti, invece, se ne sono accorti loro malgrado decine di turisti che domenica pomeriggio hanno deciso di godersi il centro storico. E così, nei giorni festivi, la questione diventa tragicomica. Siamo in via dei Bacchettoni, nei pressi dell’incrocio con via Brunero Paoli, e soprattutto a pochi metri da uno dei parco giochi più frequentati della città, e che diventa rifugio di molti piccoli stranieri. Tanti bambini, molti genitori, e gli immancabili “forestieri” che, oltre a protestare per il pagamento del ticket di sosta in un giorno festivo, segnalano il fatto che, per espletare i propri bisogni, sono stati costretti a vagare per centinaia di metri e rifugiarsi (spendendo, naturalmente) in qualche bar o pizzeria aperto all’ora di pranzo. Come si vede dalla foto, i tre locali, perfettamente funzionanti almeno a vederli dall’esterno, sono chiusi con dei lucchetti. Ergo, la rabbia cresce con i fisiologici disagi: «Non è possibile che per usare un bagno bisogna arrivare fino alla fine di via Elisa perché oggi poi quasi tutte le attività commerciali sono chiuse – esclama una giovane donna con la figlia -. Oppure, come hanno fatto altri, arrivare da via Brunero Paoli o via Quarquonia fino a piazza San Francesco. Ci sono bagni chimici chiusi, e comprati con soldi pubblici. Non è rispettoso nei confronti della gente, stranieri e residenti». In effetti, per una serie di concause, la distanza tra il parco giochi e il primo bagno utile è tanta. In via Elisa, complice la domenica, era tutto chiuso, e i primi esercizi commerciale dove poter in qualche modo rifocillarsi erano il ristorante “Gli orti di Elisa” o la pizzeria pochi metri più avanti. Idem nella zona del Bastardo, dove il primo punto d’approdo utile era il bar pizzeria “Marameo”, accanto alla chiesa di S. Francesco. Per l’altro, l’unico esercizio aperto dall’inizio dello spiazzo fino alla Madonna dello Stellario: «Bisogna camminare, consumare qualcosa anche se non serve, e naturalmente sperare che il bagno dei negozi sia funzionante, senza che ci sia l’immancabile cartello “guasto” – afferma una nonna arrivata dal compitese con il nipotino -. Così passa la voglia di venire in città per godersi una domenica di sole». Caustici, e purtroppo sinceri, due anziani turisti giunti dallo Spezzino: «Ci spiace, ma non è una bella immagine per chi arriva da fuori. La città è stupenda, i parcheggi la domenica ci sono, ma non si può pensare che una persona debba passare un giorno festivo alla ricerca di un bagno. Poi non ci si lamenti che i centri storici vanno nel degrado, come accade in molti posti». Già, come dar loro torto?
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