Il Tirreno

Lucca

In un volume la città ai tempi della Baciocchi

In un volume la città ai tempi della Baciocchi

I quartieri di 200 anni fa ricostruiti nella pubblicazione di Velia Gini Bartoli che si presenterà all’Archivio di Stato. Un rilievo completo in scala 1:500

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Una Lucca che non conosciamo, che esisteva fino a 200 anni fa, la città com'era prima di Elisa Bonaparte Baciocchi: "Lucca tra Repubblica e Principato". Sono le forme e l'aspetto del quartiere di San Pietro Maggiore, delle mura senza la porta marmorea, dei fossi in corso Garibaldi, degli edifici che sorgevano prima delle attuali Poste centrali e della Manifattura tabacchi i protagonisti del II volume di questa pubblicazione, scritta dall'architetto Velia Gini Bartoli e edita PubliEd, che sarà presentata, insieme alla mostra documentaria "Lucca tra '700 e '800", venerdì alle 17,30 nella sede succursale dell'Archivio di Stato.

La pubblicazione del volume, realizzato grazie ai contributi di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca e Comune di Lucca, ha visto la collaborazione dell'Archivio di Stato di Lucca anche nel suo contenuto, considerando la notevole mole di documenti messi a disposizione, ed è promossa dal Ciscu, Centro internazionale di studi sulle cerchia urbane.

Alla presentazione, dopo i saluti istituzionali, interverranno Giorgio Tori per la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Paolo Sabbatini Bertoncini dell'Università di Pisa. Protagonista della mostra documentaria sarà la "grande" pianta della città come si presentava a cavallo dei due secoli, ed un volume che potrà essere di grande aiuto per i professionisti che operano sul tessuto urbano cittadino.

Con l'occasione, saranno inoltre inaugurati i nuovi spazi espositivi dell'Archivio, il cui restauro è stato sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

«L’inaugurazione del padiglione espositivo dei Macelli - dice Elisabetta Piccioni, direttore dell'Aslu -, oggetto di una completa ristrutturazione architettonica e funzionale, non poteva essere accompagnata da un evento migliore. Il libro di Velia Gini Bartoli resterà periodizzante negli studi storico urbanistici, strumento irrinunciabile nella cassetta degli attrezzi dei tecnici e dei politici per le scelte sui futuri interventi e restauri in città. Questa è la dimostrazione che gli Archivi non sono un luogo umbratile e polveroso. Tutt'altro. E gli archivisti sono una piccola comunità colta e operosa, e anche povera, in grado di mettere gli studiosi in contatto con le testimonianze del passato. Così le informazioni, come nel caso presente, passando tra supporti e cervelli: carta (o altro) - sapienza inventariale e ordinatrice - riaggregazione dei dati da parte del ricercatore con volumi, saggi, contributi scientifico, in questo caso accompagnati da rilievi possibili con le tecniche di lavoro digitali del Cad. Giungono infine alla meta: essere a disposizione di tutti i cittadini che vogliano farle proprie».

«Con la pubblicazione di questo secondo volume - spiega l'architetto Gini Bartoli - si conclude un lavoro di studio e di ricerca iniziato nel 1992 che ha prodotto diverse valenze tra le quali una delle più importanti è il rilievo completo della città in scala 1:500, ricostruito attraverso il montaggio delle carte storiche relative alle singole unità residenziali, commerciali, artigianali, religiose, esattamente com'erano e dov'erano prima che importanti interventi di ristrutturazione urbanistica, all'inizio del XIX secolo, ne mutassero significativamente gli assetti. In particolare sono stati ricostruiti interi isolati dei quali, fino ad oggi, non avevamo più nemmeno la memoria, salvo qualche rara e sparsa indicazione, come ad esempio quello di San Pier Maggiore, che si trovava nell'attuale piazza Napoleone prima dell'intervento di Elisa Baciocchi, quello nella zona di Porta Elisa, quello che occupava l'attuale piazza Bernardini, quello sull'area dell'ex monastero di Santa Chiara nella zona degli 'orti', quello di San Giuseppe».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze