La manifestazione
Docce fredde sì, ma con gesti concreti
Dubbi sull’effetto della campagna di conoscenza sulla Sla: «Nessuno informa su come e dove fare donazioni per la ricerca»
LUCCA. Ben vengano le docce fredde per nobili scopi, come quello di sensibilizzare l’opinione pubblica a partecipare alla raccolta fondi per la ricerca sulla Sla, malattia invalidante e progressiva che attacca e inibisce l’apparato neurologico e la muscolatura tutta. Ma ogni dimostrazione o campagna che si voglia - come quella scattata negli Usa col nome di IceBucketChallenge e raccolta anche da esponenti politici locali - finisce per avere scarsi risultati se non viene accompagnata da gesti concreti.
È il pensiero diffuso tra chi, a livello locale, si occupa stabilmente di attività sociali e di volontariato.
Le secchiate d’acqua ghiacciata a cui si sono sottoposte anche personalità locali, come il presidente della Provincia Stefano Baccelli, i sindaci Alessandro Tambellini di Lucca, Patrizio Andreuccetti di Borgo a Mozzano, Andrea Bonfanti di Pescaglia, Alberto Baccini di Porcari, la consigliera Pd di Lucca Valentina Mercanti, il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti (l’unico che ha esibito la ricevuta di versamento di una donazione) e non ultima il ministro lucchese della Pubblica istruzione Stefania Giannini «sono un segno dei tempi che parla chiaro - afferma la presidente di Anffas Lucca Vania Nottoli -: vuole richiamare l’attenzione a un bisogno. Ma fare questi gesti plateali non è un buon segno: io sogno una società in cui tutti abbiano senso civile. Riconosco però che in qualche caso sono importanti, perché tutti i mezzi sono leciti per richiamare l’attenzione su una malattia invalidante. Penso però - continua - che a questi gesti ne debbano essere accompagnati altri più concreti, come indicare, nel contesto di un video, almeno una striscia con gli estremi di un conto corrente sul quale versare una donazione, affinché ciascuno possa fare la sua parte. La raccolta di risorse deve partire dal basso e le pubbliche amministrazioni le debbono promuovere». Del resto anche a noi, continua, «se viene indicato un conto corrente, potremo contribuire come associazione o a livello personale. Se l’indicazione arriva da un sindaco, il cittadino si sente garantito sulla corresponsione del suo contributo».
E così Donatella Turri, direttrice della Caritas di Lucca, ritiene che «se serve per farne parlare, ogni iniziativa per portare l’attenzione sulla raccolta fondi per la ricerca sulla Sla va bene. Negli ultimi giorni le docce ghiacciate si sono moltiplicate. Sono settimane che se ne parla, quindi l’obiettivo di far conoscere la Sla è stato raggiunto. Ma l’iniziativa può essere ancora più utile se corredata delle indicazioni su come e dove versare».
Sulle secchiate di IceBucket interviene anche Don Diomede, alla guida del Villaggio del Fanciullo. «Vorrei sapere qual è la finalità che si pone chi acconsente alla doccia fredda - spiega -: credo che tutti quanti si dovranno impegnare in qualche modo». E continua citando ad esempio un caso di solidarietà silenziosa del quale è stato testimone nei giorni scorsi. «È venuto da me un uomo il quale mi ha raccontato di essere riuscito ad avere alfine un figlio. Una gioia immensa per lui e la moglie. “Ma non faremo feste per questo evento”, mi ha detto. I soldi che avrebbero speso in un ricevimento li ha donati al nostro istituto: ci ha regalato duemila euro».
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