Il dolore
Casermette, c’è chi le fa funzionare
LUCCA. Qualche cambiamento nelle sedi e un po’ di confusione per la cartellonistica sono all’origine di imprecisioni nel servizio sulle casermette delle Mura. Così è stata attribuita alla gestione...
LUCCA. Qualche cambiamento nelle sedi e un po’ di confusione per la cartellonistica sono all’origine di imprecisioni nel servizio sulle casermette delle Mura. Così è stata attribuita alla gestione degli Amici del Cuore (che hanno invece sede ai Macelli) la casermetta accanto a quella della Fondazione Puccini al baluardo S. Colombano. Questa struttura, più piccola rispetto alle altre, è affidata invece all’Unione Lucchese contro l’Infarto (Ulci). L’Associazione Carabinieri non occupa più la casermetta al San Colombano, ma ora ha in gestione quella del baluardo S. Croce sopra Pelleria. Delle imprecisioni ci scusiamo con i lettori e gli interessati.
Intanto il presidente dell’Associazione Carabinieri, tenente Elvio Ducci, tiene a spiegare quali sono le attività nella sede.
«Premesso che per le nostre esigenze ci è sufficiente una stanza – chiarisce – noi siamo aperti tutti i giorni e siamo sempre a disposizione delle tante iniziative pubbliche che si svolgono nella casermetta e sul baluardo. Va tenuto presente che siamo noi a preparare i locali e a pulire e non sempre le varie associazioni che organizzano le manifestazioni hanno il garbo di lasciare un offerta per l’associazione, che ovviamente è volontaria e non richiesta. Vuol dire che se ce ne dovessimo andare noi, tutto questo lavoro lo farà il Comune con i suoi dipendenti.
«Nella casermetta si fanno anche le giornate della prevenzione con visite mediche gratuite e altre iniziative ad alto contenuto sociale. Ripeto: sono i nostri volontari che. il giorno prima, vengono a preparare e poi provvedono a pulire dopo l’evento.
«Di fatto lavoriamo gratuitamente per il Comune. Prestiamo i nostri servizi per le manifestazioni anche in altre parti delle Mura. E diamo ospitalità anche alla Bella Epoque e ai suoi concerti».
L’associazione non paga affitto, ma provvede alle bollette, salate: «Siamo considerati “utenza business”, come se fossimo un’attività e dobbiamo far fronte a mazzate difficilm ente sostenibili. Le quote versate dagli associati arrivano a 2mila euro l’anno. Ma non accetteremo di ricavare soldi dalla concessione dei servizi igienici. Non siamo un autogrill».
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