Il dolore
Un bando per assegnare le casermette
Sindaco e presidente Biancalana lo annunciano a breve: le concessioni saranno a termine e comporteranno un affitto
LUCCA. La rivoluzione è dietro l’angolo per il sistema di gestione delle casermette e la loro assegnazione. Perché ormai sono in dirittura d’arrivo - promettono il sindaco Alessandro Tambellini e il presidente dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana (affermazioni in tarda serata ribadite anche da un comunicato ufficiale dell’amministrazione) - sia un nuovo regolamento sull’utilizzo di casermette e altri spazi delle Mura urbane che un bando di gara per la loro assegnazione.
Il proposito è cancellare sessant’anni di assegnazioni di questi locali secondo modalità non rispondenti a principi univoci, per arrivare invece a un uso e a un’assegnazione razionali degli stessi: gli aspiranti assegnatari dovranno presentare un progetto dettagliato e di interesse collettivo a monte della richiesta. Ad assegnazione ottenuta, dovranno versare un canone per l’uso dello spazio e tenerlo aperto per la fruizione pubblica. Anche come servizio igienico: un’idea, questa, che sta particolarmente a cuore del sindaco, il quale vede nelle casermette aperte come bagni pubblici una fonte di sostentamento delle stesse.
Tant’è: affermazioni che scaturiscono a seguito di una serrata inchiesta condotta da Il Tirreno nelle ultime settimane sull’uso corrente delle casermette. «Come abbiamo fatto per altri immobili del Comune - spiega il sindaco Tambellini - enunceremo criteri precisi per l’attribuzione delle casermette. Ci saranno canoni di affitto da pagare per gli assegnatari, secondo una casistica che stiamo studiando: non ci possono essere soggetti che vanno per conto loro. Oltretutto le attuali assegnazioni sono tutte scadute e risentono di scelte fatte in passato. Contiamo di arrivare prestissimo al completamento del bando, che uscirà di sicuro prima dell’autunno. Le regole saranno all’insegna di principi come l’equità, la risposta a precisi bisogni, la possibilità di esercitare controllo e verifica sulle concessioni. I principi del resto secondo cui la giunta opera dal suo insediamento». E quanto alla possibilità di aprire le casermette anche col ruolo di bagni pubblici, Tambellini aggiunge che «mi sembra una buona cosa, in attesa che le Mura siano dotate di servizi peculiari, ad esempio in base al progetto che riguarda la casermetta Santa Croce. I servizi, che potrebbero essere offerti dietro modico pagamento, potrebbero aiutare le strutture ad autofinanziarsi».
E così il presidente Biancalana ribadisce che la situazione attuale delle casermette - il fatto ad esempio che solo gli assegnatari di due di queste paghino un affitto - deriva da «una situazione pregressa e molto complessa, che si protrae da circa sessant’anni. Noi vogliamo procedere a una razionalizzazione delle assegnazioni: per questo da circa due anni gli uffici stanno conducendo uno studio approfondito sugli atti di assegnazione dei singoli edifici. E devo dire che verificare i singoli casi si è rivelato addirittura impossibile».
Di certo, continua, «d’ora in avanti le assegnazioni delle casermette avranno una precisa scadenza, che potrebbe essere da tre a cinque anni. L’assegnazione comporterà il versamento di un canone minimo, annullabile in casi particolari. Comporterà, per gli assegnatari, la stesura di un progetto in base a criteri precisi, da condividere e tutti sotto la luce del sole. I criteri non riguarderanno solo le casermette ma anche gli altri locali compresi nelle Mura, come i sotterranei e l’ex dazio. Il loro utilizzo dovrà essere fruibile al pubblico, dovranno essere aperti per lucchesi e non, in modo da funzionare anche come veicolo turistico importante. Non vogliamo mandare via nessuno - conclude - ma tutti dovranno sapere chi saranno gli assegnatari degli spazi e perché. Toglieremo incrostazioni vecchie di anni».
@babsi_antoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
